FIRENZE (ITALPRESS) – Quella fra Iran e Usa “è una guerra che non l’abbiamo provocato noi, ma l’impatto è su di noi, su tutti i nostri cittadini sulle nostre industrie, sulle nostre rotte marittime, sulle nostre navi”. Lo ha detto il presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola nel corso di un suo intervento al convegno Energia Europa, in svolgimento a Palazzo Vecchio a Firenze. “Siamo molto dipendenti sul commercio che passa dallo stretto di Hormuz, e siamo molto anche dipendenti sulla diversificazione dell’energia anche perché abbiamo tolto quella dipendenza sulla Russia che avevamo nel 2022. Adesso noi come Europa stiamo provando a chiedere la descalation. Stiamo lavorando anche con i paesi nel nella vicinanza. Stiamo anche difendendo i paesi del Golfo. Stiamo provando anche a mettere delle forze che potranno garantire il passaggio libero” sullo stretto di Hormuz “e proteggere le vite delle persone che sono sulle navi”.
“Io spero–ha proseguito Metzola-, anche se non è facile, che noi come Europa continuiamo a essere uniti come abbiamo fatto, per esempio, sulla Groenlandia, di difendere i nostri valori, essere capaci a stare sulle nostre gambe e anche di dire cosa possiamo fare per proteggere le nostre economie e i nostri cittadini”. Metzola infine ha concluso: “Non possiamo dimenticare che ci sono 90.000 persone che vivono in Iran che da 47 anni sono sotto un regime autocratico. Se vediamo cosa sta succedendo” gli iraniani “non hanno alcuna libertà, e quello che stanno facendo alle donne è veramente una tragedia”.
“Noi come Europa siamo molto prevedibili. Per molti anni eravamo molto confortevoli con quello che avevamo. Non abbiamo investito abbastanza nella nostra sicurezza, nella nostra difesa, abbiamo 27 paesi che per molte stavano facendo le cose indipendenti, parlavamo come di sogno di avere una unione dell’energia, una unione della difesa. Su tutto questo adesso non abbiamo scelta a procedere e finalmente essere piu’ uniti e piu’ coerenti. Non abbiamo scelta perché prima potevamo dipendere dagli altri, ora no”.
“AMMINISTRAZIONE USA NON PREVEDIBILE, DOBBIAMO ESSERE PIÙ INDIPENDENTI”
“Noi siamo cresciuti in una generazione che non conosce la guerra. Se vedo i miei figli stanno crescendo in un mondo molto diverso da quello in cui sono cresciuta io e dobbiamo dargli risposte. Noi quando parliamo della democrazia dimentichiamo che ci sono meno persone nel mondo che possono scegliere i loro leader rispetto a quelli che hanno la possibilità di scegliere. È per questo che per decenni e decenni noi abbiamo lavorato con gli Stati Uniti. La relazione transatlantica era una cosa che riguardava la democrazia, sul fronte commercial lato commerciale, è nel lato anche della difesa. Adesso la relazione è un po’ più difficile. Ho cominciato per dire che noi siamo prevedibili e non siamo abituati ad avere una relazione con un’amministrazione” quella americana “che non è troppo prevedibile, ma questo deve insegnarci a essere più indipendenti. È importante avere fiducia in noi stessi”.
Quando diciamo che noi siamo l’Europa, dobbiamo essere fieri di dire così, abbiamo un mercato di quasi 500 milioni di persone, siamo una super potenza di valore e economiche-ha aggiunto Metsola-. Se abbiamo 12 paesi, possiamo aggiungere il Regno Unito che vuole essere più vicino a noi, la Norvegia che vuole essere più vicino a noi, l’Islanda che farà un referendum per entrare nell’Unione Europea, il Canada vuole essere più vicino a noi. Dobbiamo prendere in questa scena di imprevedibilità l’occasione di essere più leader, di essere più fiduciosi e di anche trovare le opportunità con nuovi amici, non escludendo gli altri, di dire che noi siamo indipendenti, noi possiamo fare di più, dobbiamo essere più flessibili, più agili. Noi siamo l’Europa e non smetteremo mai di essere fieri di essere europei”
– Foto IPA Agency –
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