Marotta l’oro di Milano, lui e Chivu gli artefici dello scudetto dell’Inter

San Siro ha festeggiato l’Inter vittoriosa sul Parma (1 a 0 di Thuram al 46′, doppiato da Mkhitarian all’80’) e il suo ventunesimo scudetto con una passione ch’è naturale ricchezza della Beneamata ma anche del suo tempio che mani profane vogliono abbattere. San Siro ha festeggiato l’Inter e il suo miracoloso scudetto nonostante i veleni che sono stati sparsi sul suo ultimo percorso da chi sognava di accoglierla nella Calciopoli della VAR.
Per dare subito un’identità a questo ventunesimo scudetto dell’Inter dirò che mi ha ricordato il tricolore da record di Trapattoni, campionato 1988-89, vinto con 4 giornate d’anticipo, star Lothar Matthàus. Lasciando a 11 punti il Napoli di Maradona. Presidente Ernesto “Buonsenso” Pellegrini, ds Giancarlo Beltrami, anima Peppino Prisco.
L’Inter di oggi è ristretta: allenatore Cristian Chivu, il primo giocatore che vince lo scudetto anche da allenatore; presidente Giuseppe Marotta, Ds Ausilio. E poeu pu. I quattrini chi li mette (e li incassa)? Dal 22 maggio 2024, il fondo statunitense Oaktree Capital Management che ha assunto il controllo del 99,6% delle azioni ex Suning.
Ma il bello di Marotta è che può governare da solo, spendendo energia, competenza (e soldoni altrui) da quando a 19 anni arrivò al Varese di Giovanni Borghi. Già. Non è un caso che il Beppe abbia reso al meglio da governatore di fiducia di grandi famiglie, dall’Atalanta di Percassi, alla Sampdoria di Garrone, alla Juve di Agnelli, all’Inter di…Sì, Moratti disse otto anni fa che l’avrebbe preso volentieri: “L’arrivo di Marotta sarà molto utile alla società. Ha esperienza e una conoscenza a 360 gradi del calcio e quindi credo possa essere utilissimo. E’ un professionista, credo che gli sia stato utile lavorare a Torino e portare a casa tante vittorie. Poi sono i calciatori a portare a casa i risultati, speriamo che rinforzando la società i giocatori possano ottenere i risultati che l’Inter merita per quello che ha costruito”.
Già, i calciatori. Certo ha avuto fortuna, Marotta, trovando alla Pinetina, in splendida forma, Lautaro Martinez, senza dubbio il Bomber Scudetti, a oggi 263 partite con 131 gol. A parte gli allenatori vincenti di scudetti come Conte e Simone Inzaghi, l’uomo che ha inventato molti campioni (ma ha chiuso con la Juve per non “firmare” il mitico Cristiano Ronaldo), a Casa Inter ne ha portati, di Valorosi. Mostrando, contemporaneamente, di possedere la virtù di Moggi, bravissimo a vendere. Ultimo, ma non per importanza, Cristian Chivu. Quasi perfetto. Infatti i “nemici” sono riusciti a trovargli difetti solo nelle evoluzioni dialettiche, consentite e comunque dipendenti soprattutto da domande sciocche. Ci hanno messo mesi, i critici, prima di prenderlo sul serio. Marotta no. Gli ho chiesto chi gliel’ha suggerito, il mister giovane e vincente – il primo nerazzurro scudettato da giocatore e da allenatore – e mi ha risposto ridendo: “Marotta!”. L’oro di Milano.

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