LA VALLETTA (MALTA) (ITALPRESS/MNA) – I medici specializzandi che lavorano a Malta presentano i livelli più bassi di soddisfazione per l’equilibrio tra lavoro e vita privata nell’Unione europea, secondo un nuovo studio dell’European Junior Doctors (EJD) Association. La ricerca rileva che i giovani medici maltesi lavorano tra le ore più lunghe in Europa e usufruiscono del minor numero di giorni di riposo mensili. Lo studio ha analizzato dati provenienti da 19 Paesi dell’Ue e ha raggiunto i requisiti statistici per un livello di confidenza del 95%, pur senza specificare il numero dei partecipanti maltesi.
Alla domanda sull’equilibrio tra lavoro e vita privata, Malta si è collocata tra i Paesi con i più alti livelli di insoddisfazione, insieme a Grecia, Portogallo e Svizzera. Malta ha inoltre registrato la percentuale più bassa di rispondenti che si sono detti soddisfatti delle proprie condizioni di lavoro. Lo studio attribuisce l’insoddisfazione soprattutto alle lunghe ore di lavoro. A Malta i giovani medici lavorano in media 65 ore alla settimana, contro le 72 in Grecia e le 69 a Cipro. Si tratta di un dato nettamente superiore al limite settimanale di 48 ore fissato dalla direttiva europea sull’orario di lavoro, superato nella maggior parte dei Paesi grazie alle clausole di di deroga volontaria. Secondo lo studio, la media settimanale si è attestata a 57 ore.
I risultati evidenziano anche il peso del lavoro notturno. A Malta, l’82% dei giovani medici effettua turni di 24 ore e il 91% svolge turni notturni, con una media di sei notti al mese. Solo la Grecia ha registrato una media più alta. I medici maltesi hanno inoltre segnalato il minor numero di giorni di riposo, con una media di quattro al mese, mentre il 9% ha dichiarato di non riuscire a usufruire di quattro settimane di ferie annuali. L’EJD ha chiesto a Malta di conformarsi con urgenza alle norme europee sull’orario di lavoro, di riformare il sistema dei turni e di rafforzare l’applicazione dei periodi di riposo.
Il presidente dell’Associazione Medica di Malta Patrick Sammut, ha descritto la situazione come il risultato di un sistema obsoleto. Secondo Sammut, molti giovani medici si sentono costretti a lavorare ore eccessive a causa di una bassa retribuzione oraria, di preoccupazioni per la carriera e del timore di perdere opportunità formative. Sammut ha aggiunto che l’associazione sta lavorando per migliorare il pacchetto retributivo nel prossimo contratto collettivo ed è in dialogo con l’ospedale Mater Dei e altri stakeholder per distribuire meglio i carichi di lavoro.
Il rapporto richiama anche preoccupazioni più ampie sulla salute mentale. Un’indagine dell’Organizzazione mondiale della sanità ha rilevato che gli operatori sanitari maltesi sono tra quelli che lavorano più ore in Europa: il 29% ha riferito di soffrire di ansia e il 44% di aver preso congedi per problemi di salute mentale. L’aumento dei ricoveri ospedalieri legato ad influenza e coronavirus ha ulteriormente messo sotto pressione i servizi, spingendo il governo ad affidare parte dell’assistenza d’emergenza a strutture private.
– Foto Ospedale Mater Dei –
(ITALPRESS).









