L’Italia va, il primo passo verso il Mondiale è fatto

“Non è finita finchè non è finita!” (“It Ain’t Over ‘til It’s Over “) by Lawrence Peter ‘Yogì Berra. Tonali al 56′, Kean all’80’. Vittoria ritrovata dopo lunghe stagioni di pena. Vittoria che subito cancella l’incubo di Belfast del 1958, quando gli irlandesi del Re ci negarono il Mondiale di Svezia. E’ un’Italia che va, il primo passo verso il Mondiale è fatto. Un’altra sfida con la Bosnia (vittoria ai rigori sul Galles) e poi… Grazie Ringhio, l’ho promesso. Ci voleva un umile col cuor di leone per ridarci il diritto a esibire quattro stelle offuscate da due tornei perduti senza combattere. All’inizio un’Italia non spaventata ma incerta. Poi ha cominciato a costruire la vittoria un’Italia bifronte: da una parte il volto ringhioso di Gattuso, dall’altra la faccia da gol di Tonali che ha scelto – parola sua – di somigliare al ct. Direte: dove? Nella grinta che può favorire sembianze da guerriero o da killer.
Nella concretezza che Rino veste di rudezza e Sandro di eleganza. Volendo, li unisce anche un tocco di scuola britannica, Gattuso che cresce nei Rangers a Glasgow, Tonali che si completa al Newcastle.
L’ex milanese esiliato in Inghilterra era il più atteso, anzi, era diventato indispensabile rappresentante di un calcio di qualità che faticava ad esibire il resto della squadra. Ma non è stato facile cogliere il successo, il che incoraggia ad affrontare i prossimi avversari, sicuramente arditi nello spirito, inferiori nel gioco. Bergamo è stata calda come Roma, come Napoli anche se la morte beffarda aveva appena rubato a lei e all’Italia Beppe Savoldi, un bomber storico. E un amico. Grazie Beppegol, ti ho sentito con noi.

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