Linee di indirizzo 2026-2027 della Marina Militare, bussola strategica del Capo di Stato Maggiore Berutti Bergotto

ROMA (ITALPRESS) – In un contesto internazionale segnato da instabilità strutturale, competizione strategica e crescente opacità della soglia di conflitto, la Marina Militare definisce con chiarezza il proprio orientamento per il biennio 2026-2027 attraverso le Linee d’indirizzo del Capo di Stato Maggiore della Marina, ammiraglio Giuseppe Berutti Bergotto, documento che si configura come riferimento programmatico e operativo per l’intera Forza Armata. L’impianto strategico muove dalla consapevolezza della centralità marittima dell’Italia, Paese con oltre 8.000 chilometri di coste, proiettato nel Mediterraneo allargato e profondamente dipendente dal mare e dalla dimensione subacquea, oggi esposta a rischi crescenti, inclusi quelli derivanti dall’azione ibrida. In questo quadro, la Marina è chiamata a “preparare lo strumento per essere pronti a fronteggiare, anche da soli, il confronto militare ad alta intensità e nello spettro ibrido, anticipando gli eventi piuttosto che inseguendoli” , assicurando nel contempo un contributo determinante alle operazioni nazionali, NATO e UE nel Mediterraneo Allargato, senza trascurare aree di rilevanza emergente quali Artico e Indo-Pacifico.

Il documento individua un equilibrio stringente tra impegni operativi esterni e crescita interna dell’organizzazione, ponendo l’accento sulla necessità di concentrare risorse, tempo ed energie su processi di modernizzazione, semplificazione e rafforzamento della sostenibilità dello strumento, affinché le attività verso l’esterno risultino funzionali e non penalizzanti per lo sviluppo interno. Centrale è il rafforzamento della connessione tra centro e periferia, attraverso un dialogo strutturato e continuo, finalizzato a valorizzare il flusso bidirezionale di indirizzi e feedback, modernizzare normative e processi e migliorare l’efficacia della governance, chiamata a riunirsi con cadenza mensile per presidiare trend, progetti e responsabilità. Sul piano della leadership e dell’esercizio dei ruoli, le linee d’indirizzo richiamano con forza la responsabilità individuale come moltiplicatore di efficacia collettiva, sottolineando l’esigenza di approcci proattivi, delega diffusa e concreta applicazione delle buone pratiche per l’efficienza e il benessere organizzativo, con il “Decalogo del Comandante” indicato quale guida di riferimento per l’azione e la valutazione dei comandanti. Lo sviluppo dello strumento marittimo è declinato secondo una logica di sostenibilità capacitiva, coerente con gli impegni NATO e con il Piano Militare di Difesa Nazionale, evidenziando da un lato il buon livello di ammodernamento delle piattaforme e, dall’altro, il persistente squilibrio nei settori del personale e delle infrastrutture, che incide sulla tenuta complessiva dello strumento. Particolare rilievo assume la dimensione subacquea e underwater, indicata come prioritaria per la tutela delle infrastrutture critiche e per il presidio informativo, insieme al completamento dell’ammodernamento nel settore unmanned, delle capacità anfibie e della logistica portuale. In ambito tecnologico e operativo, il documento pone l’accento sulla sperimentazione, sull’integrazione di sistemi autonomi e convenzionali, sulla condivisione e fusione dei dati secondo standard NATO e sul progetto AMSA quale architrave per una consapevolezza marittima avanzata, affermando che “in questo settore, il need to share sia prevalente sul need to know”.

Il fattore umano emerge come priorità assoluta: il supporto al personale, inteso come benessere psico-fisico, qualità del servizio e stabilità della vita professionale e familiare, è indicato come condizione essenziale dell’efficienza bellica, sintetizzata nel principio secondo cui “chi sta bene, lavora bene”. Ne discendono azioni concrete su organici, reclutamento, formazione continua, impiego e welfare, con l’obiettivo di colmare il divario tra consistenza organica teorica ed effettiva e di rendere la Marina più attrattiva e sostenibile nel medio-lungo periodo. Nel suo insieme, il documento si propone come una bussola strategica e gestionale, orientata a garantire coerenza tra indirizzo e azione, rafforzare la credibilità dello strumento marittimo e assicurare che la Marina Militare rimanga una Forza Armata moderna, efficiente e pienamente integrata nello sforzo nazionale e alleato di sicurezza e difesa, capace di affrontare con lucidità e determinazione le sfide di un dominio marittimo sempre più conteso.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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