
MILANO (ITALPRESS) – “Dopo la prima esperienza, affrontata con l’incertezza dell’esordio, torno a Sanremo con più calma, con più tranquillità e soprattutto con una visione chiara dei miei orizzonti”, dice Leo Gassmann, che torna all’Ariston tra i Big per la seconda volta con “Naturale”, ballad che parla d’amore e della possibilità del rivedersi. Un concetto che “ha un velo di enigmaticità, perché non sai se incontrerai ancora quella persona, se è un addio definitivo oppure no. L’arrivederci non è un addio”, spiega Gassmann. “È un brano che dal vivo rende di più, perché va interpretato. Cantare d’amore in chiave pop mi piace tantissimo e probabilmente continuerò a farlo”, ammette, parlando del Festival come di un banco di prova emotivo. “La prima volta l’ho vissuta con entusiasmo, poi mi sono ammalato durante il Festival. Avevo la febbre e prendevo il cortisone – ricorda -. Stavolta voglio arrivare su quel palco nel modo migliore possibile. Mi sto allenando, ho smesso di bere anche la birretta con gli amici”.
Un amico, Aiello, lo accompagnerà nella serata delle cover, per la quale Leo Gassmann ha scelto “Era già tutto previsto” di Cocciante. “Era una canzone che avevo in mente da tempo. È un duetto sincero, tra due amici che si vogliono bene e sono sicuro che mi emozionerò”, dice il cantante. E sull’eventuale partecipazione all’Eurovision spiega: “Io sono pro Palestina, l’ho sempre dichiarato, sto dalla parte dei più deboli. Mi chiedo se impedire agli artisti di partecipare sia davvero la scelta giusta. Continuare ad alzare muri significa perdere il contatto. Abbiamo bisogno di incontrarci, di parlare, di chiederci come stai”.
Intanto, dopo Sanremo, arriverà l’album “Vita vera paradiso”, in uscita il 10 aprile. “È un disco molto sincero. Nasce da un bisogno preciso e guarda a influenze country e western, meno frequentate in Italia. Volevo un disco che dall’inizio alla fine potesse suonare nello stesso modo e comunicare un’identità precisa. Quando lo suono, le canzoni mi vibrano addosso”, spiega Leo Gassmann, che allo stesso tempo segue le orme di famiglia mettendosi alla prova come attore. “Recitare nella serie sulla cattura di Matteo Messina Denaro, “L’invisibile”, andata in onda il 3 e 4 febbraio su Raiuno, è stata un’esperienza molto emozionante. Abbiamo raccontato una pagina di storia del nostro Paese. Interpretavo un personaggio realmente esistito, è stato tutto molto delicato e ho imparato tanto”, ammette.
“Essere figlio d’arte a volte può essere un ostacolo, ma come tutti gli ostacoli che incontriamo nella vita conta come li attraversi – aggiunge -. Lavorare con papà? Io seguo molto il vento, seguo le cose che mi fanno stare bene. Mio padre è una persona che stimo tantissimo, un bravissimo attore e regista. Se dovesse arrivare una storia interessante da raccontare padre e figlio, sicuramente ci penseremmo”. E la musica? “E’ una cosa che mi sono creato da solo. Cantavo sempre da bambino, in macchina. Con mamma ascoltavo la musica italiana, con papà quella internazionale. Ho studiato canto mentre facevo altro. Quando scrivo una canzone voglio emozionarmi, è come fare una fotografia di un momento della mia vita. Continuerò finché mi emoziona”.
– Foto IPA Agency –
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