WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “È necessario unirsi attorno ai valori condivisi che rendono grande il nostro Paese”. Con queste parole la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha aperto il briefing odierno con la stampa, tornando sugli eventi di sabato scorso all’Hilton Hotel di Washington, dove una sparatoria ha generato momenti di forte tensione e allarme tra i presenti durante la cena dei corrispondenti della Casa Bianca in cui era presente il presidente Donald Trump insieme a gran parte dei membri della sua amministrazione.
Nel suo intervento, Leavitt ha puntato il dito contro il clima politico e mediatico, denunciando “menzogne deliranti e attacchi sprezzanti contro il Presidente”, che a suo avviso contribuiscono ad alimentare un contesto pericoloso. Secondo la portavoce, questo tipo di retorica può influenzare soggetti vulnerabili, “spingendo persone instabili a credere a cose false e, nei casi più estremi, a compiere atti violenti”. Da qui l’appello netto: “Questo deve finire”.
La portavoce ha quindi collegato direttamente quanto accaduto alla questione del finanziamento del Department of Homeland Security, definendo l’episodio “l’ennesimo promemoria” della necessità di garantire risorse adeguate all’apparato di sicurezza nazionale. Leavitt ha parlato apertamente di una situazione “vergognosa”, sottolineando che il Dipartimento è rimasto senza fondi per 73 giorni, “il periodo più lungo nella storia degli Stati Uniti per un’agenzia federale”. Un blocco che, ha evidenziato, ha avuto ripercussioni dirette sul United States Secret Service, componente chiave del sistema di protezione delle istituzioni.
Ripercorrendo quanto avvenuto sabato sera, Leavitt ha elogiato l’operato degli agenti federali, descrivendo una risposta immediata in una situazione caratterizzata da “grande pericolo e totale incertezza”. “Gli agenti hanno messo a rischio la propria vita per proteggere il Presidente, la First Lady, il Vicepresidente e i membri del governo”, ha dichiarato, soffermandosi anche su un episodio specifico documentato dalle immagini circolate nelle ore successive.
“Un agente è letteralmente saltato sul palco senza sapere dove si trovasse l’attentatore o da dove provenisse il sangue, mettendo il proprio corpo davanti al Presidente degli Stati Uniti”, ha raccontato.
Nel sottolineare il lavoro quotidiano delle forze di sicurezza, la portavoce ha ricordato che “si tratta di uomini e donne che svolgono il loro dovere ogni giorno, che hanno famiglie e figli, e che continuano a operare nonostante il clima politico turbolento che circonda la loro agenzia”. Da qui la definizione di “scandalo nazionale” riferita al mancato finanziamento del Dipartimento per la Sicurezza Interna.
Leavitt ha quindi rivolto dure critiche all’opposizione, sostenendo che “l’ostruzionismo dei Democratici sta imponendo un peso enorme e del tutto inutile al Secret Service e potrebbe costare altre vite”. Ha inoltre aggiunto che, se una situazione analoga si fosse verificata sotto responsabilità repubblicana con un presidente democratico, la reazione mediatica sarebbe stata “incessante e inflessibile”. “Quando è troppo è troppo. Non dovrebbe esserci più alcun dibattito su questo tema”, ha insistito, definendo la situazione “un’emergenza nazionale”.
Nel suo intervento, la portavoce ha anche richiamato le sfide future sul piano della sicurezza, citando una serie di grandi eventi internazionali e nazionali in programma negli Stati Uniti nei prossimi anni, tra cui i Mondiali di calcio, le celebrazioni di “America 250” e le Olimpiadi del 2028, oltre alle prossime elezioni presidenziali. Eventi che, secondo Leavitt, renderanno ancora più cruciale disporre di un apparato di sicurezza pienamente operativo e adeguatamente finanziato.
Ribadendo la posizione dell’amministrazione, Leavitt ha quindi richiamato l’appello del presidente Donald Trump, che da settimane sollecita il Congresso a sbloccare i fondi per il Dipartimento. “I Democratici devono fare ciò che il Presidente chiede da 73 giorni consecutivi: finanziare il Dipartimento per la Sicurezza Interna”, ha affermato, sottolineando che “ogni membro del Congresso deve mettere il Paese davanti agli interessi di partito”.
Nel corso del briefing, rispondendo alle domande dei giornalisti, Leavitt ha inoltre fornito alcuni chiarimenti su aspetti operativi e di sicurezza. In merito al processo di rimozione di potenziali minacce citato nei giorni scorsi dal Presidente, la portavoce ha spiegato di non disporre di dati aggiornati, rinviando per i dettagli al Pentagono, ma confermando che si tratta di “un processo ancora in corso”.
Per quanto riguarda la revisione dei protocolli di sicurezza dopo l’episodio di sabato, Leavitt ha precisato che al momento non sono state ancora individuate modifiche specifiche, ma ha annunciato che una riunione è prevista alla Casa Bianca nel corso della settimana per valutare eventuali interventi. Ha inoltre sottolineato che il Secret Service, per ragioni evidenti di sicurezza, non rende pubblici i dettagli delle proprie procedure operative, poiché tali informazioni potrebbero essere sfruttate da soggetti intenzionati ad aggirare i sistemi di protezione.
Infine, la portavoce ha affrontato anche il tema delle misure preventive in occasione di grandi eventi istituzionali, spiegando che ipotesi come la designazione di un “designated survivor” sono già oggetto di discussione interna. Tuttavia, ha chiarito che nel caso specifico di sabato diversi membri del governo nella linea di successione non erano presenti per ragioni personali, circostanza che ha reso non necessaria l’individuazione di un unico sostituto designato.
-Foto: xp6/Italpress
(ITALPRESS)









