Le scelte di Mancini: una Nazionale sempre più giovane

IPA89356003 - Roberto Mancini, head coach of Italy, and Michael Kayode (ITA) participates in the UEFA Nations League 2026-27 League Phase Matchday 2 match between Italy and Turkey at the Renato Dall'Ara Stadium on October 5, 2026 in Bologna, Italy.

di Enrico Currò

MILANO (ITALPRESS) – Non è certo un caso che per Italia-Francia di giovedì 12 novembre a Milano si profili il tutto esaurito. Non è solo per via dell’avversario, i Bleus di Zidane con la loro schiera di talenti. È anche perché la prima Nazionale del Mancini bis, a settembre e a ottobre, ha cominciato a riconquistare gli italiani. E adesso il ct non vuole mollare la presa.

Le sue convocazioni per le partite di Nations League (la seconda è il 15 novembre a Bruxelles contro il Belgio di Van Bommel) sono all’insegna dell’ulteriore ringiovanimento di una squadra già svecchiata, il che accresce curiosità ed entusiasmo. Mancini non ha risparmiato i colpi a effetto. Tra i 31 azzurri che da lunedì 9 si alleneranno a Coverciano ci sono solo due trentenni, il difensore della Roma Gianluca Mancini e il portiere della Juventus Guglielmo Vicario. Gli altri sono tutti più giovani.

E nel nutritissimo gruppo di Under 23 spiccano 4 novità assolute: Cisse del Milan, Lontani del Parma e due calciatori del Como molto straniero, il fantasista Mattia Liberali e Riccardo Cassano.

L’omonimo dell’ex genio e sregolatezza Antonio ha 17 anni, fa il regista nella Primavera ed è tra gli osservati speciali di Fabregas, che però non lo ha ancora fatto esordire in prima squadra. Lo guarderà da vicino il commissario tecnico, secondo una consuetudine avviata con Inacio, il diciottenne del Dortmund che stavolta non c’è. C’è in compenso una quantità di giovani e giovanissimi praticamente inedita, se si fa eccezione per le due amichevoli dell’interim di Silvio Baldini, quando buona parte dell’Under 21 venne trasferita nella Nazionale maggiore. L’anagrafe parla chiaro.

Oltre al minorenne Cassano, il ct ha convocato Ahanor e Lontani (18 anni), Liberali (19), Romano (20), Pio Esposito e Palestra tornato dall’infortunio (21), Pisilli, Scalvini, Koleosho e Kayode (22), Ghilardi, Vergara e Doumbia (23). Né possono dirsi anziani Calafiori e Sebastiano Esposito (24) o Fagioli, Ricci e Cambiaghi (25) e Tonali (26). E i veterani Donnarumma, Bastoni, Barella, Dimarco, Frattesi e Scamacca non hanno ancora varcato la fatidica soglia dei 30, probabilmente determinante nel taglio del trentunenne Cristante. Ritorna il ventisettenne Zaniolo, guarito dagli infortuni, a due anni e mezzo dall’ultima partita in maglia azzurra.

Il fermento è notevole. Escluso in questa tornata Maldini (25), è in lista d’attesa il ventiduenne Amatucci, regista del Deportivo La Coruña. E sono fuori per infortunio Kean, Raspadori, Locatelli, Ruggeri, oltre a Buongiorno e Chiesa e a Di Lorenzo, che però ha 33 anni. Le scelte di Roberto Mancini, in sostanza, segnano un ulteriore ed esplicito passo avanti verso l’obiettivo dichiaratissimo del secondo ciclo del ct ritrovato: il Mondiale 2030.

Le due partite che chiuderanno il 2026 della Nazionale sono infatti decisive per entrare nei quarti di finale della Nations League – torneo laboratorio, ma dall’albo d’oro non banale (2 vittorie il Portogallo, 1 a testa Francia e Spagna) – in programma dal 25 al 30 marzo 2027. E sono anche sfide importanti nell’approccio al passaggio intermedio dell’Europeo 2028. Ma l’Italia rinnovata punta soprattutto a plasmare per tempo la squadra che, tra 4 anni, dovrà partecipare al Mondiale del centenario, dopo avere saltato tre edizioni di seguito. Serve la miscela giusta e va preparata adeguatamente, con giocatori che raggiungano possibilmente il massimo del rendimento in carriera proprio in occasione del torneo che verrà ospitato da Spagna, Marocco e Portogallo, con l’avvio in Sudamerica e in particolare in Uruguay, dove venne battezzata nel 1930 la Coppa del mondo.

Per ora Mancini può programmare senza assilli. Tra settembre e ottobre scorsi, grazie all’1-1 allo Stade de France e al doppio successo con la Turchia (4-1 a Bursa e 3-1 a Bologna), l’Italia si è già assicurata il ruolo di testa di serie al sorteggio dei gironi di qualificazione per l’Europeo. La scrematura anagrafica in vista del 2030 è chiarissima, al di là degli infortuni. I convocati, rispetto a settembre e ottobre, quando le partite in programma erano 4 e il ritiro durò 2 settimane, sono scesi di soli 3 giocatori: il ct vuole consolidare il gruppo. L’attacco è certamente il reparto più decimato dagli imprevisti. L’esame più importante è tattico. L’incoraggiante varo del 4-3-3 riveduto e corretto, rispetto alla vittoria di Euro2021 e alla successiva caduta ai play-off per il Mondiale2022, trova interpreti ancora nuovi. Nessuno ha il posto assicurato, come avevano dimostrato il mese scorso le panchine di Barella e Di Lorenzo. Pur con i suoi punti fermi, è un’Italia giovane, che vuole entusiasmare.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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