Le Fiamme Oro vincono a Milano anche la seconda tappa di “Fencing 4 All”

MILANO (ITALPRESS) – Il team delle Fiamme Oro si è aggiudicato ieri a Milano anche la seconda tappa di “Fencing 4 All”, lo straordinario circuito di scherma inclusiva di spada a squadre in cui ciascuna formazione era composta da almeno un atleta autistico o con disabilità intellettiva insieme ai compagni neurotipici. Nel remake della finale di un mese e mezzo fa a Roma, ieri pomeriggio sulle pedane milanesi del PalaCus Idroscalo la compagine composta da Francesco Caudo, Daniele Fontana e Marco Misiani ha superato il Circolo della Scherma Anzio, medaglia d’argento con Roberto Bezzini, Andrea Culla, Jacopo D’Antonio e Matteo Di Noia. Terzo gradino del podio per il Club Scherma Bari (Andres Marcel Carrillo Ayala, Filippo Scialanga e Letizia Zaccaro) davanti alla Scherma Pistoia 1894 (Roberto Bartolini, Aleksandr Rizzi, Andrei Rizzi e Guido Romiti).

Le Fiamme Oro, con 100 punti totalizzati, hanno così conquistato anche il successo nella graduatoria generale, che somma i punteggi delle due prove, secondo posto per il Circolo della Scherma Anzio a quota 80, terzo il Club Scherma Bari (68) che precede Accademia Scherma Lia (60), Scherma Pistoia (55), Nedo Nadi Salerno (50) e di seguito tutte le altre.

“La prima tappa a Roma è stata una scommessa vinta, questo secondo appuntamento di Milano ha rappresentato la conferma, la certezza del lavoro fatto. Siamo entusiasti della partecipazione, della grande adesione di società storiche ed emergenti del nostro mondo in un evento che è un punto d’orgoglio per il movimento schermistico e, aggiungo, un unicum per tutto lo sport italiano”, il commento del presidente della Federazione Italiana Scherma, Luigi Mazzone, al termine della cerimonia ufficiale di premiazione in cui è stato affiancato da Carola Mangiarotti, vicepresidente del Coni Lombardia e figlia del campionissimo Edoardo.

La seconda tappa di “Fencing 4 All” a Milano ha così mandato in archivio la prima edizione di questa gara a squadre integrate in cui gli atleti neurotipici hanno in formazione almeno uno schermidore autistico o con disabilità intellettiva.

– Foto ufficio stampa Federscherma –

(ITALPRESS).

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