Lda e AKA 7EVEN: “E’ nato tutto per gioco, tra una risata ed una sera in studio”

MILANO (ITALPRESS) – “E’ nato tutto per gioco, tra una risata e una sera in studio senza programmi”. LDA, nome d’arte di Luca D’Alessio, racconta così la nascita di “Poesie clandestine”, il brano con cui, insieme ad AKA 7EVEN, all’anagrafe Luca Marzano, è in gara alla 76ª edizione del Festival di Sanremo.

“Avevamo finito entrambi il tour estivo – spiega LDA – eravamo a casa a Roma, volevamo solo rilassarci. Abbiamo detto al produttore di portare il computer, senza aspettative. Siamo entrati in studio per scherzare, fare scemenze. Poi, tra una risata e l’altra, abbiamo sentito che c’era qualcosa di serio nell’aria”.

Da quella sessione è nato il brano che oggi li porta all’Ariston e che sarà inserito in un album omonimo. Un debutto come duo, nato prima nella vita e poi in musica, che non interferirà nei progetti solisti. “Io continuerò con il mio progetto totalmente R&B”, precisa LDA. “E io con il mio progetto urban”, aggiunge AKA 7EVEN.

“Insieme abbiamo trovato un punto d’incontro naturale, non forzato. Ognuno resta se stesso, ma abbiamo costruito qualcosa che ci rappresenta entrambi”, dicono i due che hanno già un Festival ciascuno come solisti alle spalle, e un percorso nella scuola di Amici di Maria De Filippi. E quando si parla di lei, LDA sorride: “Maria? E’ la ‘maronna’”. Poi aggiunge: “Le vogliamo un bene enorme. Non vogliamo disturbarla, ma sappiamo che c’è”.

L’esperienza di Sanremo come duo affonda le radici nella quotidianità. “Viviamo insieme da tanto tempo – racconta LDA – ci conosciamo davvero. Dicevamo sempre: un giorno facciamo qualcosa insieme. Alla fine è successo”.

Dietro però non c’è una strategia studiata a tavolino: “Non c’era l’idea di fare un progetto preciso. È uscito il pezzo e il giorno dopo l’abbiamo mandato a Carlo”, aggiungono. “Il collante è la terra da cui veniamo. Ci sono sonorità che richiamano Napoli, il blues, certe radici che fanno parte di noi. È la prima volta che cantiamo in napoletano a tutti gli effetti”, raccontano.

Del “clan” campano in gara citano Sal Da Vinci – “Sal è uno zio” – e soprattutto Tullio De Piscopo, che li accompagnerà nella serata delle cover. “Tullio è una leggenda vivente – dice LDA – siamo cresciuti con ‘Andamento lento’. Quando parla restiamo zitti ad ascoltare, abbiamo tanto da imparare”.

Proprio questo legame con Napoli è uno dei temi centrali della loro vita. “Per anni si è raccontato solo il negativo – osserva LDA – oggi sento tante cose belle su Napoli e ne sono fiero. È una città che sta crescendo. Anche attraverso la musica è cambiata la percezione”.

AKA 7EVEN aggiunge: “Quando sai di essere fortunato non ti devi adagiare. La cosa che ci accomuna è la fame. Io ho avuto tanto, ma ho ancora più voglia di fare”. Ed entrambi sarebbero in prima linea per eventuali iniziative in sostegno del Teatro Sannazzaro distrutto da un incendio: “Il Sannazzaro lo conosco molto bene – sottolinea LDA – sarei super pronto a qualsiasi iniziativa. Se serve un aiuto, noi rispondiamo presente. Ci sembra il minimo”. 

Sull’eventuale partecipazione all’Eurovision, invece, scherzano: “Non ce lo siamo proprio posti questo problema”, ride LDA. E poi rilancia: “Le canzoni che non vincono spesso sono quelle che durano di più, ricordatevelo!”.

AKA 7EVEN si inserisce con una visione più ampia: “Io provo a fare musica che mi piace e che duri nel tempo. Non mi interessa fare il botto subito e poi sparire. Voglio fare concerti, vedere la gente sotto al palco”. Cosa ci accomuna? “In otto anni non abbiamo mai litigato – racconta LDA – nessuno vuole fare la prima donna. Vivere insieme ci ha insegnato tanto”. “Da lui ho imparato l’importanza di suonare davvero uno strumento. E io credo di avergli trasmesso un modo diverso di rapportarsi alle persone – conclude AKA 7EVEN -. Siamo diversi, ma è proprio questo che ci tiene uniti”. 

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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