ROMA (ITALPRESS) – L’attività della missione aeronavale europea Operazione Irini ha registrato, nei primi mesi del 2026, un rafforzamento delle attività di controllo nel Mediterraneo centrale, con un incremento significativo delle verifiche radio alle navi mercantili e delle attività di osservazione del traffico aereo sospetto diretto verso la Libia. L’operazione, avviata dall’Unione europea nel marzo 2020 nell’ambito della Politica di sicurezza e difesa comune, ha come compito principale l’attuazione dell’embargo sulle armi imposto dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite nel 2011, attraverso il monitoraggio delle rotte marittime, aeree e terrestri che conducono verso il Paese nordafricano. Secondo gli ultimi aggiornamenti operativi diffusi a metà marzo, il numero complessivo delle comunicazioni radio effettuate dalle unità della missione con le navi mercantili in transito – i cosiddetti hailings, utilizzati per verificare identità, carico e destinazione delle imbarcazioni – ha raggiunto quota 22.237 dall’avvio della missione, con oltre quattrocento nuovi contatti registrati nelle settimane più recenti. L’intensificazione del monitoraggio riguarda anche il traffico aereo. Le attività di sorveglianza della missione hanno individuato 2.533 voli sospetti potenzialmente collegati a trasferimenti di materiale militare verso la Libia, un dato in crescita rispetto ai rapporti precedenti. Nonostante l’aumento delle attività di osservazione, il numero delle ispezioni dirette a bordo di navi sospette rimane relativamente contenuto: dall’inizio della missione sono state effettuate 33 ispezioni, con tre casi di sequestro di carichi ritenuti in violazione dell’embargo ONU e il successivo dirottamento delle imbarcazioni verso porti dell’Unione europea.
L’operazione continua inoltre a mantenere sotto osservazione un articolato sistema logistico nel territorio libico, che comprende 25 aeroporti e piste di atterraggio e 16 porti, considerati nodi sensibili per eventuali trasferimenti di armamenti e materiale militare. Dal punto di vista operativo, la missione utilizza una combinazione di assetti navali, aerei e satellitari messi a disposizione dagli Stati membri dell’Unione europea, integrando le capacità di sorveglianza marittima con quelle di analisi satellitare e intelligence. Il quartier generale dell’operazione si trova a Roma e il comando delle forze navali viene esercitato a rotazione da Italia e Grecia. Oltre al controllo dell’embargo sulle armi, Irini raccoglie informazioni sul contrabbando di petrolio e contribuisce alla costruzione di un quadro di maritime situational awareness regionale, condividendo dati operativi con le Nazioni Unite e con altri organismi europei impegnati nella sicurezza marittima. Il Consiglio dell’Unione europea ha recentemente deciso di prorogare il mandato dell’operazione fino al 31 marzo 2027, riconoscendo il ruolo della missione quale strumento di stabilizzazione e di deterrenza nei confronti delle violazioni dell’embargo internazionale.
– foto IPA Agency –
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