La crescita viaggia con gli investimenti su treni e bus

BARI (ITALPRESS) – I Programmi operativi regionali (Por) sono strumenti fondamentali a disposizione delle regioni per il finanziamento di iniziative e progetti di sviluppo sul proprio territorio. Sono co-finanziati attraverso i Fondi strutturali dell’Unione europea, uno strumento di coesione finalizzato a equiparare i diversi livelli di sviluppo tra le regioni e gli Stati membri dell’Ue. È dunque evidente quanto sia utile per le regioni utilizzare queste risorse cercando di non sprecare nemmeno la minima opportunità. È quello che continua a fare la Regione Puglia in vari ambiti, tra i quali quello dei trasporti e della mobilità sostenibile. Con risorse POR Puglia e CIPE, infatti, l’ente ha effettuato nel periodo 2014/2020 investimenti su treni e bus urbani per una cifra complessiva superiore ai 151 milioni di euro, a cui vanno aggiunti i 25 milioni derivanti dal Patto per la Puglia. Questo è stato possibile grazie a una procedura rigorosa, che ha visto protagoniste tutte le parti in causa: non solo l’assessorato regionale ai Trasporti, ma anche Ferrovie del Gargano srl, Ferrotramviaria spa, Ferrovie del Sud Est e Servizi Automobilistici Srl, Ferrovie Appulo Lucane Srl e Trenitalia Spa.
L’Accordo di Partenariato con l’Italia approvato dalla Commissione europea il 29 ottobre 2014, individua infatti tra i soggetti beneficiari dell’Azione 7.3 del POR Puglia 2014/2020 i soggetti titolari di contratti di servizio di trasporto pubblico locale. Con questi ultimi la regione Puglia era chiamata ad avviare una procedura negoziata affinché, in coerenza con il piano di investimenti aziendale e nell’ambito di uno scenario di medio periodo, formulassero le proprie richieste relativamente all’acquisto di nuovi treni.
Secondo le indicazioni fornite in seguito dalla Sezione Trasporto Pubblico Locale e Grandi Progetti, che tenevano conto del mutato scenario normativo sulla sicurezza della circolazione ferroviaria di cui alla Direttiva 2012/34/UE, introdotta nell’ordinamento italiano con D. Lgs. 112/2015, del DM 05/08/2016 e delle Direttive ANSF, i treni avrebbero dovuto garantire “la continuità dei servizi ferroviari in una prospettiva di maggiore efficienza, modernità e soprattutto nel rispetto dei mutati standard sulla sicurezza della circolazione”.
Tali indicazioni furono accolte in toto dalla Sezione Infrastrutture per la Mobilità. Mentre Trenitalia ha esperito una gara europea a procedura negoziata per acquistare treni destinati alle reti Ferrovia dello Stato a scala nazionale per l’esercizio dei servizi di tipo regionale all’interno delle regioni in cui gestisce i relativi servizi, le altre società ferroviarie hanno confermato nel 2017 la propria volontà di utilizzare le stesse modalità perseguite nel corso della programmazione 2007/2013, laddove l’acquisto di materiale rotabile era stato effettuato da Regione Puglia individuando quale soggetto attuatore le ferrovie concesse. Queste ultime si erano al contempo incaricate di esperire le procedure di evidenza pubblica per la selezione dei fornitori.
Nell’ambito della programmazione 2014/2020, sono stati dunque acquistati in tutto 25 treni, per un importo totale di poco più di 137 milioni. In particolare, 11 treni sono stati comprati per le Ferrovie del Sud Est. Di questi, cinque sono stati finanziati con 22,45 milioni di euro derivanti dai fondi POR Puglia 14/20, cinque con i 25 milioni del Patto per la Puglia, uno con 3,99 milioni del POC 2007/2013.
Con 31,25 milioni di euro del CIPE 54/2016 Asse tematico C sono stati acquistati altri cinque treni per Ferrotramviaria. Una spesa vicina ai 30 milioni è stata necessaria per comprare cinque treni per le Ferrovie Appulo Lucane: due a valere su CIPE 54/2016 Asse tematico C, tre su POR FESR 14/20. Un treno per le Ferrovie del Gargano è stato acquisito con una spesa di 6,25 milioni a valere su CIPE 54/2016 Asse tematico C. Tre treni sono stati invece acquistati per Trenitalia con poco più di 19 milioni di euro derivanti dal POR FESR 14/20.
Non solo treni, però. Come detto, poco più di 39 milioni di euro sono stati investiti dalla Regione Puglia nell’ambito di “Smart Go City – Avviso pubblico per la selezione di interventi finalizzati al rinnovo del parco automobilistico del TPL urbano”. In tutto sono stati 118 i mezzi acquistati, tra bus elettrici, ibridi, a metano e a gasolio, e messi a disposizione di 15 comuni: Molfetta, Brindisi, Bari, Taranto, San Giovanni Rotondo, Foggia, Lecce, Trani, Giovinazzo, Martina Franca, Monte Sant’Angelo, Putignano, Gravina in Puglia, Ruvo di Puglia e Spinazzola.
Il futuro della Puglia corre dunque senza sosta su strade e binari all’avanguardia.
“Gli investimenti su nuovo materiale rotabile su ferro e gomma – spiega l’assessore ai Trasporti e alla Mobilità Sostenibile della Regione Puglia Anita Maurodinoia – sono importantissimi, perché rispondono alle esigenze più diverse. Le aziende di trasporto possono utilizzare materiale rotabile nuovo, moderno e sicuro, che non ha bisogno di manutenzioni straordinarie, le quali hanno un costo. L’utenza può viaggiare in sicurezza su bus e treni moderni, confortevoli, che utilizzano le nuove tecnologie e sono pensati anche per l’utenza diversamente abile. Infine, mezzi ad alimentazione a basso impatto ambientale (elettrici, a metano, ibridi) contribuiscono ad avvicinare sempre più gli obiettivi di decarbonizzazione e di miglioramento della qualità dell’aria con la riduzione di emissioni inquinanti”.
(ITALPRESS).

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