Juve e Napoli per rilanciarsi, Lazio per non fare l’intrusa

di Enrico Currò

ROMA (ITALPRESS) – È un campionato particolarmente difficile per gli allenatori: nelle prime 7 giornate ne sono già saltati 4 e la cifra sembra destinata ad aumentare. Di sicuro il penultimo weekend di ottobre, che precede l’imminente turno infrasettimanale, si presta a un bilancio ponderato. Con oltre il 20% delle partite disputate la classifica sarà già piuttosto indicativa, soprattutto per chi non sta rispettando le promesse estive. Juventus e Napoli devono accorciare la distanza eccessiva dalla cima, che rischia di trasformare in esame senza appello gli appuntamenti al Maradona con la Roma e al via del Mare col Lecce. Le coppe non sono state sufficienti a diradare le nubi: il successo col Bodø in Champions ha dato appena un minimo di respiro ad Allegri. E il 2-2 in Europa League col Rennes, al netto delle polemiche per il gol annullato a Lucumì e delle parziali rassicurazioni del dg Carnevali, ha confortato poco Spalletti. Ora serve altro. Il Napoli, per non abbandonare troppo presto il traguardo minimo (il biglietto per la prossima edizione della coppa di lusso), non può fallire l’attesissima sfida alla Roma.

Che è euforica per il 4-0 inflitto in Champions allo Slovan Bratislava e per il terzo posto con vista sulla vetta e rimane il peggiore avversario possibile, quando si ha l’obbligo di vincere: la difesa (3 gol incassati) è la più ermetica della serie A. Allegri ne affida lo scardinamento a Hojlund, De Bruyne e Lang. Ma Gasperini, pur sprovvisto di Svilar, Dybala, Koné e Pellegrini, non pare preoccupato: ritrova il goleador Malen dopo la squalifica e tanto gli basta. La Juventus ha un compito solo apparentemente più semplice col Lecce, cui Di Francesco ha dato chiara identità tattica. Il problema di Spalletti, oltre agli infortuni a catena, è l’autostima della squadra, incrinata dallo 0-3 casalingo con la Lazio. Le scelte sono condizionate dalle sempre numerose assenze (fuori anche Celik e Nico Gonzalez) e dall’incostanza dei calciatori: su tutti Kolo Muani, deludente in coppa. Per ragioni certamente più piacevoli l’ottava giornata è molto importante anche per la Lazio, la più sorprendente tra le due squadre che guidano la classifica. Gattuso, che deve valutare le condizioni di Taylor, ha trovato presto gli 11 eletti e ha cancellato le sbrigative etichette su un curriculum in panchina molto migliore di quanto venisse descritto.

Se la Lazio battesse all’Olimpico il Parma nell’anticipo serale del sabato, dopo avere vinto 6 volte e pareggiato 1 (e col Milan aveva in pugno i 3 punti), non potrebbe più essere considerata un’intrusa nella zona Champions. Allo stesso modo, se Chivu all’ora di pranzo di domenica superasse la Fiorentina, ribadirebbe il diritto dell’Inter campione in carica di sentirsi la favorita numero uno per lo scudetto. Fermo Luis Henrique, reclamano spazio Pio Esposito e Mkhitaryan, eccellente inventore dell’assist per Carlos Augusto con lo Shakhtar Donetsk. Gilardino e Vanoli provano a rallentare la corsa della coppia di fuggiasche. Non si tratta tanto di un favore alle inseguitrici più dirette – in sequenza Roma, Milan e Como – quanto a se stessi: la posizione di Parma e Fiorentina, inchiodate al penultimo posto con Genoa e Udinese, è a dire poco inquietante. Il momento è delicato per molti club. Alcuni distacchi sono allarmanti, alcune ambizioni ridimensionate, alcune situazioni al bivio. Non rientra in questa casistica il Como: dopo la foratura di Frosinone ha ripreso una buona andatura, misurata attraverso il formidabile 4-1 inflitto in Champions al Manchester United. Adesso, col suo gioiello Nico Paz puntato dagli intenditori di tutta Europa, Fabregas ha una notevole occasione per rientrare nel gruppo di testa, ancora senza Kean e Diao, ma con Douvikas al centro dell’attacco.

La curiosità svanita della partita in casa col Sassuolo era su Liberali, purtroppo fuori causa per un lieve infortunio muscolare. Il talento italiano, appena sdoganato al ruolo da titolare nella squadra più esterofila e subito baciato dal gol a Firenze, sperava di potersi giocare la vetrina per la Nazionale contro Aquilani, che lo ha lanciato nel Catanzaro e che adesso schiera l’appuntito tridente Berardi-Sebastiano Esposito-Laurienté. Il portoghese Amorim, al timone di un Milan in agguato alle spalle delle prime tre senza avere per nulla conquistato i tifosi, non si è fin qui fatto scrupoli nello schierare spesso una formazione quasi tutta straniera, con la periodica eccezione di Cisse, altro talento sbocciato nel Catanzaro. I dubbi su Gonçalo Ramos, da preservare per il derby di fine mese, lasciano però uno spiraglio al lancio dell’azzurrino Camarda. La trasferta di Udine diventa più scivolosa del previsto per via di due concomitanti premesse: da un lato la disfatta in Europa League a Bournemouth, inasprita dalla masochistica espulsione del capitano Maignan, dall’altro l’inaspettata crisi dell’Udinese. Runjaic arriva da 5 sconfitte di seguito e non può permettersi la sesta: il recuperato Zaniolo rispunta per entrare eventualmente in corso d’opera.

Sarri è altrettanto in difficoltà e rintuzza a fatica le critiche all’Atalanta, moltiplicate dal crollo finale in Conference League a casa Ajax e 9 infortunati, 4 dei quali in difesa. Il veterano della panchina non ha alternative: deve sgasare a Bergamo il frizzante Frosinone, plasmato da Alvini attorno al centravanti Raimondo, un altro che prova a farsi notare da Mancini. Il Cagliari, caduto senza preavviso a Monza, risistema l’assetto tattico e la teoria di Pisacane è di rimettere Daniel Maldini alle spalle di Mendy. Palladino risponde con un Bologna compatto in mediana e Pobega incursore. De Rossi è rinsaldato dal gioco del Genoa, non dalla classifica: 4 punti sono pochi e il duello col Venezia ultimo in classifica dell’ex rossoblù Nicola, specializzato in salvezze e reduce dal debutto con vittoria contro il Napoli, ha tutte le caratteristiche della partita in cui è obbligatorio fare cadere l’altro per rimanere in piedi. In sintesi il riscatto in Champions, con 4 vittorie su 4, ha rianimato il calcio italiano. Ma solo il campionato, attraverso la risistemazione delle difese fin troppo allegre, può confermare la tendenza.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Vuoi pubblicare i contenuti di Italpress.com sul tuo sito web o vuoi promuovere la tua attività sul nostro sito e su quelli delle testate nostre partner? Contattaci all'indirizzo [email protected]