Iran, Tajani “Continuiamo a lavorare per far prevalere la diplomazia”

Mandatory Credit: Photo by Marek Antoni Iwanczuk/SOPA Images/Shutterstock (14923803ax) Antonio tajani gestures as he speaks to the media during a press conference. A meeting of the Foreign Ministers of the EU Big Five and the United Kingdom took place. The Foreign Ministers of Poland, France, Germany, and Italy participated, alongside their counterparts from Spain and the United Kingdom. The meeting was also attended by Kaja Kallas, the future High Representative of the EU for Foreign Affairs and Security Policy. EU's Big Five Meeting in Warsaw, Poland - 19 Nov 2024

ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo chiuso l’ambasciata in Iran e abbiamo spostato il personale a Baku per ragioni di sicurezza, non abbiamo interrotto le relazioni diplomatiche con l’Iran”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani nel corso di un punto stampa alla Farnesina.
“Continueremo a lavorare perchè prevalga sempre la diplomazia”, sottolinea Tajani, che spiega: “A livello europeo stiamo chiedendo a tutti una de-escalation, ma le decisioni di Stati Uniti, Israele e Iran non sembrano quelle di una chiusura in tempi brevi delle azioni militari. Trump parla di 5-6 settimane, e l’Iran non intende cedere. Noi lavoriamo per la pace, l’abbiamo detto a tutti, vediamo cosa accadrà”.
“Fino ad adesso è stato l’Iran ad attaccare un Paese europeo (Cipro, ndr), noi abbiamo sempre detto che l’Italia non è in guerra con nessuno, abbiamo deciso di coordinare le azioni di difesa, insieme come europei, qualora ci fosse un attacco. Noi ci muoviamo in sinergia con l’Ue, come stiamo facendo anche sulla missione Unifil”, risponde il vicepremier a una domanda su quanto dichiarato dalle autorità iraniane su possibili ritorsioni sull’Europa in caso di un coinvolgimento di Paesi Ue nel conflitto.
Da Tajani anche un aggiornamento sullo Stretto di Hormuz: “Non è formalmente chiuso ma oggi sono passate due o tre navi, siamo a una chiusura sostanziale e non formale. Questo provocherà in prospettiva danni all’economia mondiale”.
Quanto ai connazionali nei Paesi del Golfo e in altre aree coinvolte dalla crisi, “oltre 20 mila sono stati rimpatriati”, spiega il ministro degli Esteri.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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