Sanzioni dal Consiglio UE all’Iran, Tajani “Consenso sui Pasdaran terroristi, ma il dialogo resta aperto” / Video

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Il Consiglio Europeo ha deciso oggi di imporre misure restrittive nei confronti di altre 15 persone e sei entità responsabili di gravi violazioni dei diritti umani in Iran “a seguito della violenta repressione delle proteste pacifiche, che ha comportato l’uso della violenza, la detenzione arbitraria e tattiche intimidatorie da parte delle forze di sicurezza contro i manifestanti”. Nel dettaglio sono state decise misure restrittive nei confronti di Eskandar Momeni, Ministro dell’Interno iraniano e Capo del Consiglio di Sicurezza Nazionale, e di membri del sistema giudiziario iraniano, tra cui Mohammad Movahedi-Azad, Procuratore Generale, e Iman Afshari, giudice presidente. Inoltre, gli elenchi odierni riguardano diversi comandanti dell’IRGC e alti ufficiali della polizia e delle Forze dell’Ordine (LEF). Il consiglio europeo spiega che le entità designate “sono state coinvolte in attività di censura, campagne di trolling sui social media, diffusione di disinformazione e cattiva informazione online, o hanno contribuito alla diffusa interruzione dell’accesso a Internet sviluppando strumenti di sorveglianza e repressione”

Le misure restrittive relative alle violazioni dei diritti umani in Iran si applicano ora a un totale di 247 persone e 50 entità. Esse consistono nel congelamento dei beni, nel divieto di viaggio verso l’UE e nel divieto di mettere a disposizione fondi o risorse economiche alle persone elencate. È inoltre in vigore un divieto di esportazione in Iran di attrezzature che potrebbero essere utilizzate per la repressione interna, comprese le apparecchiature per il monitoraggio delle telecomunicazioni.

“Accolgo con favore l’accordo politico sulle nuove sanzioni contro il regime omicida iraniano e sulla designazione del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica come organizzazione terroristica”. Lo scrive su X la presidente della commissione europea Ursula Von der Leyen. “Terrorista è proprio il termine con cui si definisce un regime che soffoca nel sangue le proteste del proprio popolo. L’Europa è al fianco del popolo iraniano nella sua coraggiosa lotta per la libertà”, ha aggiunto.

“I Ministri degli Esteri dell’UE hanno appena compiuto il passo decisivo di designare la Guardia Rivoluzionaria iraniana come organizzazione terroristica. Qualsiasi regime che uccida migliaia di persone al suo interno sta lavorando per la propria rovina”. Lo scrive su X L’alto rappresentante per la politica estera dell’Unione Europea Kaja Kallas, mentre in corso la seduta del consiglio affari esteri dell’Unione Europea.

TAJANI “CONSENSO SUI PASDARAN TERRORISTI, MA IL DIALOGO RESTA APERTO”

“C’è il consenso politico sull’iscrizione dei Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche, così come è stata approvata definitivamente la lista degli iraniani sanzionati per la repressione nei confronti della popolazione civile durante le ultime manifestazioni. Questo non significa che non si debba continuare a dialogare: l’ambasciata italiana rimane aperta, abbiamo ridotto il numero di organici per ragioni di sicurezza, però dobbiamo garantire la sicurezza al maggior numero di persone possibile che opera all’interno dell’ambasciata” Lo ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, al Consiglio europeo di Bruxelles, in occasione della riunione del Consiglio degli Affari Esteri. Sulle repressioni dei manifestanti in Iran: “Stiamo parlando di una carneficina – ha continuato il Ministro Tajani-. Abbiamo dovuto per forza avere un atteggiamento di condanna: ho comunque ribadito che dobbiamo continuare a dialogare con l’Iran anche per la questione del nucleare”.

Riguardo la situazione in Ucraina e Siria, Tajani ha dichiarato “ci auguriamo che in Ucraina si arrivi al più presto ad un accordo e portiamo avanti il dialogo a tre, per quanto riguarda la Siria abbiamo affrontato il tema dei recenti attacchi dell’Isis e della protezione dei curdi”. In merito alla situazione in Groenlandia il Ministro ha commentato: “La direzione al momento è quella del dialogo e del confronto, saranno Groenlandia e Danimarca a dover decidere cosa fare confrontandosi con gli Stati Uniti, mi pare che le cose siano migliorate dopo il dialogo tra il presidente Trump e il segretario generale Mark Rutte”, ha concluso Tajani.

– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

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