Il Capo della Polizia Pisani a Savona per la posa delle pietre d’inciampo in memoria di quattro agenti

SAVONA (ITALPRESS) – Stamattina a Savona, davanti all’ingresso monumentale di Palazzo della Rovere a Piazza Duomo, alla presenza del Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Vittorio Pisani, si è svolta la cerimonia della posa di quattro pietre d’inciampo in memoria dei poliziotti Giovanni Vitaliano, Giacomo Turco, Salvatore Caci e Stefano Rossi deportati nei campi di concentramento per essersi opposti al regime di occupazione nazista. Catturati dai tedeschi, i quattro poliziotti furono arrestati e deportati tra il 5 novembre 1944 e il 9 aprile 1945 nei campi di concentramento di Dachau, Flossemburg e Buchenwald dove morirono. Le pietre d’inciampo a loro dedicate sono state collocate davanti all’ingresso di quella che è stata la sede della Questura di Savona sino al 2000, compreso il periodo delle deportazioni naziste. Alla cerimonia, alla quale hanno partecipato i familiari delle vittime, erano presenti anche il Prefetto di Savona Carlo De Rogatis, il Direttore Centrale Anticrimine della Polizia di Stato Prefetto Alessandro Giuliano, il Questore di Savona Giuseppe Mariani, il Presidente dell’ANED o e numerose Autorità Civili e Militari della Provincia.

Alla posa delle pietre d’inciampo hanno assistito numerosi studenti degli Istituti scolastici superiori della Provincia. Nel suo intervento, il Prefetto Pisani ha sottolineato l’importanza e il dovere di far conoscere le storie dei poliziotti oggi onorati. “Storie che devono far parte della conoscenza collettiva del nostro Paese. Storie di uomini coraggiosi, che, consapevoli di rischiare la vita, hanno agito con spirito di libertà e giustizia, contribuendo alla libertà del nostro Paese, morendo poi nei campi di concentramento. Grazie alle pietre poste con questa iniziativa, la loro storia sarà ogni giorno un esempio per tutti noi, un esempio da ammirare, da donare alle attuali e future generazioni e da seguire per rendere universali i valori di libertà e giustizia per i quali loro hanno sacrificato la loro vita.”

L’iniziativa delle pietre di inciampo rientra tra quelle che, da più di 30 anni, dall’idea dell’artista tedesco Gunter Demnig, sono promosse in molti Paesi d’Europa con l’obiettivo di creare una memoria diffusa dell’Olocausto attraverso l’apposizione sul selciato delle città di Pietre d’Inciampo. Pietre ricoperte in ottone collocate davanti a case, uffici o edifici da dove le persone sono state deportate nei campi di sterminio nazifascisti o comunque uccise a causa della loro appartenenza religiosa, etnica o politica.

Il progetto “Senza memoria non c’è futuro” nasce dall’Ufficio IV Comunicazione Istituzionale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, per ricordare i propri caduti nell’Olocausto. Dal 2022 sono 38 le pietre d’inciampo posizionate dalla Polizia di Stato in molti comuni Italiani per custodire il ricordo dei poliziotti che, in uno dei momenti più difficili della storia nazionale, hanno scelto di difendere i valori di libertà, democrazia e solidarietà. Al termine della cerimonia in piazza Duomo, il Capo della Polizia si è recato in Questura per la cerimonia di intitolazione della Palazzina Est al Vice Questore della Polizia di Stato Rosalba Garello, scomparsa nel 2023 all’età di 57 anni a causa di una grave malattia, affrontata con dignità e coraggio.

Alla cerimonia di dedica hanno partecipato anche i familiari della compianta: il marito Sergio Felici, Commissario Capo e Dirigente dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico in pensione, i due figli e la sorella. Rosalba Garello ha iniziato la carriera nella Polizia di Stato nel 1994 come Ispettore, prestando servizio alla Squadra Mobile di Milano nel contrasto alla criminalità organizzata. Trasferita nel 1996 al Servizio Centrale Operativo di Roma, vi è rimasta fino al 1999, anno in cui ha frequentato il corso per Commissario. Assegnata successivamente alla Questura di Savona, ha diretto l’Ufficio Volanti e l’Ufficio Personale. Dal 2009 ha guidato la Squadra Mobile e, successivamente, ha assunto la direzione della Divisione Anticrimine, dove si è specializzata nell’attività legata alla prevenzione e contrasto della violenza di genere.

– Foto ufficio stampa Ministero dell’Interno –

(ITALPRESS).

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