Iran, Mojtaba Khamenei ferito ma in buone condizioni. Teheran lancia il più potente attacco di missili e droni su Israele dall’inizio dell’escalation

Mojtaba Khamenei; the son of the Iranian Supreme Leader Ayatollah Ali Khamenei; is seen in Tehran; Iran; on December 14; 2016.//MIDDLEEASTIMAGES_MEI-IRN-RB-IMKSS-20161214-001/Credit:Reza B/MEI/SIPA/2603090851

TEHERAN (IRAN) (ITALPRESS) – Mojtaba Khamenei, figlio del leader supremo iraniano Ali Khamenei, indicato come nuova guida suprema iraniana, sarebbe rimasto ferito nel corso delle recenti operazioni belliche, ma le sue condizioni sono buone e non è in pericolo di vita. Lo riporta l’emittente al Arabiya. La notizia, rilanciata in breaking dalla rete, non ha ancora ricevuto conferma ufficiale né da Teheran né da fonti vicine alla Guida Suprema della Repubblica Islamica. Mojtaba Khamenei è da tempo considerato una figura di grande influenza all’interno del sistema di potere iraniano e spesso indicato come possibile successore del padre. L’informazione emerge mentre il conflitto tra Iran e Israele entra nella fase più intensa, con continui lanci di missili, droni e attacchi mirati che hanno già causato vittime anche tra personalità di alto livello. Al momento non sono stati forniti dettagli sulle modalità dell’incidente, sul tipo di ferita subita né sul luogo in cui sarebbe avvenuto. Le autorità iraniane non hanno rilasciato commenti ufficiali in merito alla notizia.

NELLA NOTTE QUATTRO ONDATE DI ATTACCHI DALL’IRAN VERSO ISRAELE

Dopo la mezzanotte, dall’Iran sono stati lanciati quattro attacchi con missili balistici che hanno fatto attivare le sirene nel nord e nel centro di Israele, oltre che in alcune zone della Cisgiordania settentrionale. I missili sono stati intercettati dai sistemi di difesa e non ci sono state vittime né feriti, secondo i servizi sanitari. Nei giorni scorsi, dall’Iran non erano stati lanciati missili nella notte. Circa la metà dei missili lanciati dall’Iran dall’inizio della guerra verso Israele sono dotati di testate a grappolo. Lo riporta Ynet citando fonti della sicurezza all’indomani della morte di due operai rimasti uccisi in un cantiere edile a Yehud a causa di un attacco missilistico di questo tipo.

“Questa è una bomba che può causare danni ingenti. Il rispetto delle istruzioni è importante. Non si tratta di centinaia di chilogrammi di esplosivo, ma si diffonde su una gittata di circa 10 chilometri e richiede una maggiore responsabilità da parte dei civili. Uccide. Intercettare i detriti dei missili normali e anche di quelli di grandi dimensioni è letale”, hanno affermato le fonti.

PEZESHKIAN “NON CERCHIAMO CONFLITTI CON PAESI VICINI”

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha ribadito oggi che l’Iran non cerca conflitti nella regione né con i Paesi vicini, sottolineando la volontà di mantenere relazioni fraterne e collaborative con i vicini del Golfo e del Medio Oriente. In dichiarazioni rilanciate da fonti ufficiali e media regionali, Pezeshkian ha affermato: “Non vogliamo uno scontro nella regione o con i Paesi limitrofi. Siamo fratelli e dobbiamo lavorare insieme per garantire sicurezza e pace”. Ha inoltre chiarito che Teheran non intende provocare tensioni con i vicini, ma si riserva il diritto di rispondere a qualsiasi aggressione. Parallelamente, il presidente ha definito legittimo il diritto dell’Iran di colpire obiettivi americani nella regione, in quanto basi e installazioni statunitensi vengono considerate fonti di aggressione contro il territorio iraniano. “Non abbiamo attaccato Paesi amici o vicini – ha precisato – ma abbiamo mirato esclusivamente a basi, strutture e installazioni militari americane nella regione, come nostro diritto di autodifesa”.

Pezeshkian ha poi precisato che le operazioni difensive iraniane proseguiranno contro qualsiasi fonte di attacco proveniente dagli Stati Uniti o da Israele, ma ha escluso nuove azioni contro i Paesi vicini a meno che non vengano utilizzate le loro terre o spazi aerei per colpire l’Iran. Le dichiarazioni arrivano in un contesto di escalation regionale, dopo una serie di attacchi e controattacchi che hanno coinvolto basi americane e infrastrutture in vari Paesi del Golfo. Il presidente ha accusato “il nemico” di distorcere le sue parole per seminare divisioni tra i Paesi islamici e i vicini. “Non cerchiamo la guerra con nessuno – ha concluso Pezeshkian – ma difenderemo la nostra terra con ogni mezzo legittimo fino all’ultimo”.

LIBANO, ESERCITO ISRAELE DIFFONDE AVVISO EVACUAZIONE ROCCAFORTE HEZBOLLAH A BEIRUT

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno diffuso un nuovo avviso per evacuare la periferia sud di Beirut, in vista di nuovi attacchi contro le strutture di Hezbollah. L'”avviso urgente” emesso questa mattina è rivolto specificamente ai residenti dei quartieri di Haret Hreik e Burj al-Barajneh, nella zona sud di Beirut, una roccaforte di Hezbollah nota come Dahiyeh. “A seguito dei precedenti avvertimenti, ribadiamo: le attività di Hezbollah stanno costringendo le Idf a intervenire contro di esso nell’area della periferia sud”, ha affermato il portavoce arabo dell’esercito, il colonnello Avichay Adraee. Adraee ha dichiarato che nelle prossime ore saranno effettuati attacchi nella zona e che coloro che non sono ancora stati evacuati dovrebbero farlo “immediatamente”.

Secondo l’ultimo bilancio diffuso dal ministero della Salute libanese aggiornato alle 17 di martedì, dal 2 marzo – giorno in cui si è riacceso lo scontro fra il proxy dell’Iran, Hezbollah, e Israele, sono state uccise 570 persone e 1.444 ferite, mentre gli sfollati sono 753.300. I numeri delle vittime non fanno differenza fra i civili e i miliziani dei gruppi armati.

IRAQ, 8 DRONI COLPISCONO POSTAZIONI PARTITO CURDO A SULAYMANIYAH

Almeno otto droni hanno colpito nella notte posizioni del partito d’opposizione curdo-iraniano Komala nella provincia di Sulaymaniyah, nell’Iraqi Kurdistan. Lo riferisce l’emittente al Jazeera. L’attacco ha provocato almeno un morto e diversi feriti, secondo le prime conferme diffuse da testimoni, portavoce del partito e media locali. I raid, condotti con ondate multiple di droni, hanno interessato principalmente basi e campi di Komala nelle zone montuose intorno a Dukan (incluso il campo di Sûrdas e l’area di Zargwezala/Zirgwez), considerate roccaforti della resistenza armata curda contro il regime di Teheran. Tra le vittime confermate figura un peshmerga del partito, identificato in alcuni rapporti come Ismail Rahimi (Ako), originario di Saqqez.

L’azione si inserisce nel contesto delle crescenti rappresaglie iraniane contro i gruppi curdi di opposizione ospitati in territorio iracheno. Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) ha più volte rivendicato operazioni analoghe, accusando Komala, PDKI, PAK e altre formazioni di condurre attività “separatiste e terroristiche” all’interno dell’Iran con il supporto logistico del Kurdistan iracheno. Nelle ultime settimane la regione autonoma del Kurdistan ha subito centinaia di attacchi con droni e missilida parte iraniana e di milizie alleate, con danni a infrastrutture civili, basi militari statunitensi e sedi di partiti curdi-iraniani. Le autorità curde hanno definito gli strike “atti terroristici indiscriminati”, mentre l’Alleanza delle forze politiche curde iraniane in esilio ha accusato Teheran di voler esportare instabilità e seminare terrore oltre confine. Video amatoriali circolati sui social mostrano esplosioni, incendi e tentativi di difesa antiaerea nella periferia di Sulaymaniyah, con sirene antiaeree che hanno risuonato in diverse città della provincia. Non è ancora chiaro se tutti i droni siano stati intercettati o se alcuni abbiano raggiunto gli obiettivi con impatti diretti. L’episodio rischia di aggravare ulteriormente le tensioni regionali, con il governo regionale del Kurdistan (KRG) sempre più schiacciato tra le pressioni iraniane per smantellare le basi dei gruppi anti-Teheran e l’impossibilità politica di cedere a tali richieste senza perdere credibilità interna.

3 FERITI PER CADUTA DRONI VICINO AEROPORTO DUBAI

Si contano tre feriti in seguito alla caduta di due droni nei dintorni dell’aeroporto internazionale di Dubai (DXB), secondo quanto riferito da fonti mediche e media locali citati da Al Arabiya. L’incidente, avvenuto questa mattina, ha provocato l’impatto o la caduta di frammenti nei pressi delle strutture aeroportuali, causando tre feriti che hanno ricevuto cure mediche immediate. Le autorità emiratine hanno attivato protocolli di emergenza, con squadre di soccorso e difesa aerea sul posto per contenere la situazione e valutare eventuali danni. Video e testimonianze circolate sui social mostrano colonne di fumo nero levarsi dall’area, esplosioni udite nelle vicinanze e un temporaneo caos tra passeggeri e addetti, con alcuni evacuati precauzionalmente. L’aeroporto, uno dei più trafficati al mondo per il traffico internazionale, ha ripreso poco dopo le operazioni, con ritardi e deviazioni di voli verso altri scali come Abu Dhabi o Al Maktoum.

QATAR, INVITO A RIMANERE IN CASA PER MINACCIA ALLA SICUREZZA

Il Ministero dell’Interno del Qatar ha lanciato un appello urgente a tutti i cittadini e residenti affinché rimangano nelle proprie abitazioni a causa di un elevato livello di minaccia alla sicurezzasul territorio nazionale. Lo riporta la tv al Arabiya. Il comunicato ufficiale, diffuso attraverso i canali governativi, invita la popolazione a rispettare scrupolosamente le istruzioni di sicurezza emanate dalle autorità in questo momento di particolare tensione. Al momento non sono stati resi noti dettagli specifici sulle cause che hanno determinato l’innalzamento del livello di allerta né su eventuali minacce concrete in atto. Le forze di sicurezza qatariote hanno comunque assicurato che sono state attivate tutte le misure necessarie per garantire la protezione della popolazione

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Vuoi pubblicare i contenuti di Italpress.com sul tuo sito web o vuoi promuovere la tua attività sul nostro sito e su quelli delle testate nostre partner? Contattaci all'indirizzo [email protected]