MARINA BAY (SINGAPORE) (ITALPRESS) – “Come era ampiamente prevedibile, al di là delle neutralizzazioni, la strategia a una sola sosta si è rivelata la più competitiva e le combinazioni tra Soft e Medium sono state le opzioni più efficaci”. Così, al termine del Gran Premio di Singapore di Formula 1, Dario Marrafuschi, direttore Motorsport di Pirelli.
“La C5 è stata la protagonista della corsa, perché ha consentito stint molto lunghi mantenendo un buon livello di prestazione e offrendo il vantaggio di un’aderenza superiore rispetto alle altre mescole disponibili. Chi l’ha utilizzata per circa metà gara ha accusato un calo prestazionale soltanto nelle fasi finali”, ha aggiunto Marrafuschi.
“La Hard non ha rappresentato una scelta strategicamente interessante per le scuderie, poiché offriva meno grip rispetto alla C4 che, pur essendo più morbida, ha mostrato un degrado pressoché nullo, senza garantire vantaggi concreti in una gara già orientata verso la singola sosta. Per questo motivo la C3, pur avendo dimostrato la propria efficacia su altri circuiti, non è stata scelta da alcun pilota a Singapore”, ha detto ancora il direttore Motorsport di Pirelli.
“Il degrado dei pneumatici è stato in linea con quanto avevamo già osservato nelle prove libere e anche l’aspetto visivo delle gomme al termine degli stint è apparso molto buono, persino sulle percorrenze più lunghe. L’usura è risultata gestibile, pur richiedendo una certa attenzione soprattutto al posteriore destro”, ha concluso Marrafuschi.
– Foto ufficio stampa Pirelli –
(ITALPRESS).





























