Gp Brasile, si va verso strategia a due soste ma incognita pioggia

IPA90846635 - McLaren driver Lando Norris during qualifying at the Autodromo Jose Carlos Pace in Sao Paulo, Brazil ahead of the Sao Paulo Prix on Sunday. Picture date: Saturday November 7, 2026.

SAN PAOLO (BRASILE) (ITALPRESS) – Le qualifiche del Gran Premio di San Paolo si sono svolte utilizzando esclusivamente pneumatici da bagnato. Poco prima del via della Q1, sul circuito di Interlagos hanno iniziato a cadere forti precipitazioni che hanno causato ristagni d’acqua in diverse zone della pista. La situazione ha comportato un ritardo nell’avvio della sessione ma, una volta che la Direzione Gara ha ritenuto adeguate le condizioni di sicurezza, tutti i piloti sono scesi in pista con pneumatici Full Wet. Ne è scaturita una Q1 molto combattuta, seguita da una Q2 in cui si è gradualmente passati alle Intermedie, utilizzate poi anche in Q3 nella continua ricerca della migliore prestazione. Con la temperatura della pista scesa fino a 20 °C, Lando Norris ha ottenuto il miglior tempo in Q3, fermando il cronometro sull’1’27″470. Alle sue spalle, George Russell ha chiuso in seconda posizione con il tempo di 1’27″674, mentre Kimi Antonelli ha fatto segnare il terzo miglior crono in 1’28″095. Nel corso delle qualifiche, Norris ha utilizzato due set nuovi di pneumatici Full Wet e due di Intermedie. Russell e Antonelli hanno invece impiegato un nuovo set di Full Wet e due nuovi set di Intermedie. Le condizioni nelle FP3 erano decisamente migliori, con la temperatura della pista che ha raggiunto i 47 °C, seppur accompagnata da raffiche di vento fino a 30 km/h. E’ stato Max Verstappen a far segnare il miglior tempo della sessione in 1’11″‘622, davanti a Kimi Antonelli (1’11″647) e Lando Norris (1’11″753). I tempi più rapidi sono stati ottenuti nella seconda parte della sessione, durante le simulazioni di qualifica con la mescola Soft. Nella prima metà delle prove, invece, tutti i piloti avevano utilizzato la Medium.
“Abbiamo assistito oggi a una sessione di qualifiche sul bagnato in cui le monoposto hanno potuto sfruttare gli pneumatici Full Wet nella prima fase, quando le condizioni della pista erano ancora particolarmente impegnative – commenta Dario Marrafuschi, direttore Motorsport Pirelli – Le coperture da bagnato estremo hanno consentito il regolare svolgimento dell’attività dopo la ripartenza, confermando la loro efficacia anche nelle situazioni più difficili e permettendo ai piloti di esprimere un buon livello di prestazione. E’ stato altrettanto significativo il passaggio alle Intermedie all’inizio della seconda sessione. Grazie al lavoro di sviluppo svolto negli ultimi anni sulla finestra di crossover, l’utilizzo della Full Wet è potuto proseguire anche in assenza di acqua stagnante sul tracciato, rendendo la successiva transizione alle Intermedie particolarmente fluida con il progressivo miglioramento delle condizioni della pista”. A detta di Marrafuschi, “le previsioni indicano al momento una probabilità di pioggia del 60% per la gara di domani e pertanto non si può escludere uno scenario simile a quello visto oggi, qualora il Gran Premio si disputasse in tutto o in parte su pista bagnata”. “In caso di condizioni asciutte, invece, le indicazioni più significative arrivano dalla seconda sessione di prove libere di venerdì, l’unica che ha consentito di raccogliere dati rappresentativi sugli stint lunghi. L’analisi dei long run ci ha portato a rivedere le simulazioni effettuate alla vigilia. L’usura si è rivelata superiore alle attese, determinando una perdita di prestazione più marcata nel corso degli stint. Per questo motivo la strategia a due soste emerge come l’opzione di riferimento, con due stint su Soft e uno su Medium. Questa combinazione offre un vantaggio stimato di circa tre secondi rispetto alle strategie che prevedono l’utilizzo di tutte e tre le mescole disponibili. L’impiego della Hard, con altri due stint su Soft, comporterebbe un ulteriore incremento del tempo di gara. Le temperature più basse attese per domenica e la possibilità di trovare una pista con livelli di aderenza inferiori a quelli osservati venerdì potrebbero favorire ulteriormente l’utilizzo delle mescole più morbide, capaci di offrire maggiore grip e una più rapida messa in temperatura. La sosta unica appare invece sensibilmente meno competitiva, con un tempo di gara stimato di circa dieci secondi superiore rispetto alla migliore strategia a due soste. In questo contesto, l’undercut potrebbe rappresentare un fattore decisivo, in particolare per chi effettuerà il passaggio a una mescola più morbida, potendo sfruttare immediatamente il maggiore livello di aderenza per guadagnare posizione in pista”, chiosa Marrafuschi.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Vuoi pubblicare i contenuti di Italpress.com sul tuo sito web o vuoi promuovere la tua attività sul nostro sito e su quelli delle testate nostre partner? Contattaci all'indirizzo [email protected]