MILANO (ITALPRESS) – “A tutte le generazioni dico: sentitevi liberi dal giudizio”. Caterina Caselli lo ha ripetuto poco più un mese sul palco dell’Ariston dove ha ricevuto il premio “Città di Sanremo” per i 60 anni di “Nessuno mi può giudicare”, rivendicando il messaggio ancora attuale di quel brano arrivato secondo al Festival del 1966. Da lì partì il successo della cantante che da quel momento, in virtù dell’acconciatura sanremese creata dal parrucchiere Vergottini, fu per tutti il “Casco d’Oro” della musica italiana. Oggi i capelli di Caterina Caselli sono bianchi, testimoni degli 80 anni che compirà il 10 aprile. Nata a Modena da un salumiere e una magliaia, ha trascorso la sua vita nel mondo della musica, prima come cantante e poi come talent scout e produttrice musicale. In questo ambito entra grazie a Piero Sugar, erede dell’omonima famiglia ancora attiva nel mondo discografico, con cui, dopo il matrimonio nel 1970, è rimasta legata fino al 2022, quando il marito è scomparso.
“Piero mi manca moltissimo”, ha confessato in un’intervista a Vanity Fair. Sempre controcorrente, anche nella sua decisione di dedicarsi alla scoperta dei talenti invece che alla sua carriera, Caterina Caselli si è raccontata in prima persona nel 2021 nel documentario “Una vita, cento vite” di Renato De Maria. Nel documentario emergono ricordi del passato, tra cui la morte del padre suicidatosi quando lei aveva solo 14 anni, e altri più recenti, come il carcinoma al seno che l’ha colpita nel 2019, che insieme a testimonianze di altri e aneddoti fanno emergere il ritratto di una donna che ha attraversato più di un’epoca musicale senza perdere il contatto con la realtà. Esponente della beat generation e protagonista al Piper, aveva cominciato a suonare il basso in alcune band prima di essere scoperta come solista da Alberto Carisch. Alla CGD di Ladislao Sugar, che poi diventerà suo suocero, fa i passi decisivi per la sua affermazione che, come altri suoi colleghi di quegli anni, passano dai “musicarelli”, pellicole costruite sui pezzi di successo. Dal 1966 al 1968 è nel cast di 8 pellicole, tra “Nessuno mi può giudicare” e “Perdono”, quest’ultimo tratto da un’altra delle sue hit. Dopo la nascita di Filippo, che continua l’attività di famiglia, comincia a diradare la sua carriera da cantante senza rinunciare a tornare sul palco per propria scelta. Lo ha fatto, per esempio, nel 2009 in occasione di “Artisti uniti per l’Abruzzo” per raccogliere i fondi dopo il terremoto, e nel 2012 per sostenere l’Emilia dopo l’alluvione nel “Concerto per l’Emilia”.
“Sono un’emotiva e stare dietro al palcoscenico mi piaceva moltissimo”, ha spiegato raccontando del suo passaggio dietro le quinte come talent scout. Dalla sua intuizione sono arrivati al grande pubblico grandi artisti a partire da Pierangelo Bertoli per arrivare ad Andrea Bocelli, Elisa, i Negramaro, Raphael Gualazzi. Anche Madame e Lucio Corsi hanno beneficiato della sua intuizione come scopritrice di talenti. “Ogni artista è un caso a sé. E’ unico. Bisogna lavorare con ognuno… con il proprio metodo”, ha spiegato sempre all’Ariston sottolineando, però, quanto abbia “imparato tanto dagli artisti” con cui ha lavorato. Nel 2024 le è stato riconosciuto il Premio Tenco alla carriera e anche il Cavalierato del Lavoro.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).









