Giubileo, a Roma 33,4 milioni di pellegrini e record di turisti. Ora al lavoro sul 2033

ROMA (ITALPRESS) – Oltre 33,4 milioni di pellegrini da 185 Paesi, con le previsioni di 31,7 milioni fatte prima dell’inizio “egregiamente superate”: sono i numeri del Giubileo 2025 elencati da monsignor Rino Fisichella, Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione, alla conferenza stampa sul bilancio dell’anno santo che si concluderà domani, quando “alle 9:30 Papa Leone XIV chiuderà la porta santa della Basilica di San Pietro” alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, delle autorità civili e militari e dei fedeli.

Durante l’ultimo anno, “la città è stata sotto i riflettori della stampa internazionale per un anno intero, vincendo comunque la sua sfida. Secondo la sua vocazione, Roma ha saputo essere accogliente e ha espresso il volto di una città sicura, dove i vari servizi dai trasporti alla sanità hanno funzionato per il bene della città, dei pellegrini e dei turisti che non sono mancati. Tutto questo ha permesso di verificare che la presenza dei pellegrini non ha tolto nulla a nessuno. Il temuto pericolo paventato da alcuni, che la presenza dei pellegrini avrebbe fatto diminuire i turisti o cancellato altri importanti eventi, è stato pienamente smentito dai risultati ottenuti su tutti i fronti. Il Giubileo non è stato un investimento a perdere, è stato piuttosto un volàno che ha incrementato e svilupperà nel futuro una crescita generale, aggiungendo valore alle infrastrutture che rimangono a beneficio della città di Roma e dell’Italia”, ha sottolineato Fisichella.

Per il sindaco di Roma e Commissario straordinario di governo, Roberto Gualtieri, il Giubileo “ha dato molto al nostro Paese e alla nostra città” e “questi oltre 33 milioni di pellegrini non hanno tolto nulla alla capacità della città di ospitare turisti: il Giubileo si è rivelato effettivamente un volàno per la città e per la sua trasformazione”. Il 2025 “è stato un anno che non ha avuto una ricaduta negativa sul turismo, anzi: non abbiamo ancora i dati definitivi, ma sicuramente si supererà il record storico del 2024 di qualche punto percentuale e le previsioni ci dicono che il 2026 sarà un anno di crescita ancora maggiore”. Per il sindaco, l’eredità lasciata dal Giubileo è “molto positiva e ricca, le opere realizzate sono tantissime e hanno contribuito a migliorare il volto della nostra città e la qualità della vita dei romani”. In particolare, “gli interventi complessivi sono 332, di questi 204 sono ad oggi chiusi o parzialmente conclusi” e “complessivamente è stato speso il “90% delle risorse” in riferimento “agli interventi essenziali e indifferibili”. Ma resta ancora “tantissimo da fare: Roma non ha esaurito i suoi problemi con il Giubileo, ma credo che questo evento abbia portato speranza e fiducia anche sulla possibilità concreta di migliorare la nostra città”. Per Gualtieri “è prematuro parlare” degli interventi da programmare in vista del 2033, un anno significativo per la Chiesa, in cui ricorreranno i 2000 anni dalla redenzione, dalla morte e dalla resurrezione di Gesù, ma il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha rimarcato la necessità di “arrivare pronti: abbiamo tempo per poterci preparare”, ma bisogna “cominciare una pianificazione”, evitando la “corsa contro il tempo” che ha caratterizzato il Giubileo 2025 e che “comunque ha ripagato”, ma “sicuramente abbiamo la possibilità di mettere a terra quello che abbiamo appreso” grazie al cosiddetto ‘metodo Giubileo’, con cui “la pubblica amministrazione, finalmente, ha dimostrato buon senso”. A raccontare le caratteristiche di questo metodo di lavoro è stato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. “Quando il governo si è insediato, ci siamo trovati di fronte a due esigenze: fare bene e fare presto. E abbiamo raccolto la sfida, seguendo un metodo di lavoro che rendesse efficace il gioco di squadra tra i tanti soggetti coinvolti” ed “è nostra intenzione non confinarlo al 2025” ma anzi, brevettarlo “per altre sfide future”.

Quali sono gli elementi fondanti del metodo Giubileo? “Il primo: l’amministrazione statale deve il più possibile coordinare – piuttosto che dirigere – le altre amministrazioni e gli altri enti, anche privati, a vario titolo coinvolti nella realizzazione di interventi complessi. Secondo: le riunioni di coordinamento, come quelle della cabina di regia, devono risolvere i problemi, non crearli. La cabina di regia ha avuto un taglio pratico, operativo, ha indicato obiettivi specifici, ha distribuito i compiti, ha verificato a cadenza regolare lo stato dei lavori, ha definito le soluzioni più adeguate per superare gli ostacoli emersi”. Infine “ciascuno dei soggetti coinvolti, oltre ad assumere fino in fondo le proprie responsabilità, ha evitato a beneficio del risultato finale di appropriarsi di risultati che sono frutto del lavoro e della generosità di tutti”. Il 2025, ha infine ricordato il Prefetto di Roma, Lamberto Giannini, “è stato un anno eccezionale” per le “grandi presenze, ma è stato anche un anno ordinario estremamente impegnativo perché Roma è stata attraversata da moltissime manifestazioni, anche grandi, per tutto quello che accadeva nel resto del mondo. Tutto si è svolto senza problematiche gravi e garantendo sempre a tutti il diritto di manifestare e di esprimere le proprie idee. Ci sono stati settanta comitati per l’ordine e la sicurezza durante l’anno, quasi tutti hanno anche riguardato il Giubileo”, ha concluso.

– foto Regione Lazio –

(ITALPRESS).

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