Giochi Champions quasi finiti, De Rossi rimpianto Roma

C’era una volta Juve-Bologna. Se si giocava la domenica, il sabato sera il presidente rossoblù in carica aveva la sua quasi immancabile consolazione: cena con l’Avvocato, paillard, insalatina e una tazzina di caffè. Soddisfatto Giuseppe Gazzoni – menù nobile che trovai anche a casa sua – Luciano Conti, operaio imborghesito, chiese anche un’aranciata. La domenica, immancabile sconfitta. Ma era grande calcio e la Juve Gran Signora. A modo suo. Ieri sera il Bologna ormai poco Italiano (a parte i tre indigeni ormai inservibili presentati all’inizio, proprio come la Juve) ha fatto lo sparring partner, e molto bene, visto che Spalletti ha potuto offrire ai suoi ammiratori due gol (David fulmine dopo un minuto, Thuram beffardo al 56′) una bella partita. Finta ma bella. Tre punti per la Champions. Probabilmente insieme al Milan, al Napoli e alla Beneamata. Bravo Lucio. Oh come ci siamo divertiti.
L’Inter virtualmente tricolore ha lasciato solo la Zona Europa, ma rispetto ai bei tempi la lotta per un posto nella Champions tristemente ridimensionata sembra sottotono. Là dove abitualmente può far danno la stanchezza, con i relativi danni fisici, oggi manca soprattutto la fiducia. L’aria che tira è quella di un altro squallido “tutti a casa”. E dire che quando a metà anni Novanta si decise di abolire l’unica, vera, effettiva Coppa dei Campioni la riforma (parolaccia troppo in uso da queste parti) fu decisa per orgoglio e per lucro. L’orgoglio di poter salire a fine torneo sul podio, la moltiplicazione di incassi in una giostra fruttasoldi. O mangiasoldi, come si è visto. Perchè i pur celebrati allenatori d’Italia, incapaci di scoprire e lanciare talenti nazionali, s’affidano a manager che s’inventano Pippe & Bufale con l’ottusa benevolenza di certa critica. Arrivo a immaginare che non tutti i presidenti, in questi giorni, sognino un posto in Champions. Il fallimento stagionale è commentato dai perdenti in un solo modo: “Alla mia squadra sono mancati giocatori di valore”. E i presidenti pagatori sanno già cosa vuol dire valore: non capacità, solo euro milioni.
Per finire, un pensierino alla coda: complimenti a Daniele De Rossi, salvatore del Genoa. Visto quel che succede alla Roma fra Gasperini e Ranieri sarebbe stato meglio tenerselo…
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