ROMA (ITALPRESS) – I Finanzieri dei Comandi Provinciali di Roma e Viterbo hanno eseguito un’ordinanza cautelare nei confronti di 12 persone indagate per associazione per delinquere, dichiarazioni fraudolente, emissione di fatture per operazioni inesistenti, indebite compensazioni, riciclaggio e autoriciclaggio. Il provvedimento, emesso dal Gip del Tribunale di Roma su richiesta della Procura della Repubblica, prevede gli arresti domiciliari per due indagati e l’interdizione dall’esercizio della professione per un anno per altri dieci, tra cui commercialisti e consulenti del lavoro attivi tra Roma e Viterbo.
Le indagini, condotte dal 3° Nucleo Operativo Metropolitano di Roma e dal Gruppo di Viterbo, con il supporto del G.I.C.O. di Roma, hanno ricostruito due associazioni per delinquere operanti attraverso società nei settori della ristorazione, logistica, facchinaggio e servizi alle imprese. Il sistema illecito prevedeva l’emissione di fatture false, l’utilizzo di crediti d’imposta fittizi e l’interposizione fraudolenta di manodopera, con lo scopo di ridurre carico fiscale e costo del lavoro. I proventi venivano poi trasferiti e reinvestiti tramite circuiti finanziari paralleli gestiti da cittadini cinesi, anche verso l’estero, per favorire il riciclaggio. Le indagini hanno inoltre evidenziato collegamenti con la criminalità organizzata, in particolare soggetti riconducibili a sodalizi di matrice camorristica attivi nella Capitale nel traffico di stupefacenti, estorsioni e riciclaggio.
– Foto ufficio stampa GDF –
(ITALPRESS).









