Friuli Venezia Giulia, Scoccimarro “Il Cer è un progetto condiviso e strategico per la Regione”

TRIESTE (ITALPRESS) – “La Comunità energetica rinnovabile Friuli Venezia Giulia è un progetto strategico per la nostra Regione, ma anche, in un’ottica di sovranità energetica, per l’intero Paese. Stiamo lavorando a una Cer di area vasta, costruita insieme ai principali rappresentanti del mondo istituzionale, economico, sociale e accademico del nostro territorio”. Lo ha affermato oggi a Trieste l’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile Fabio Scoccimarro. “La transizione energetica – ha spiegato l’esponente della Giunta Fedriganon può essere calata dall’alto, ma deve essere un percorso condiviso, basato su alleanze solide, capacità tecniche e responsabilità collettiva. Ed è proprio questo modello – aperto, partecipato, capace di ascoltare e integrare competenze diverse – che da mesi sta guidando il nostro lavoro”.

“La Cer non vuole solo produrre e condividere energia pulita localmente, ma punta inoltre a favorire una nuova cultura energetica, rafforzando l’autonomia del territorio e sostenendo in modo concreto imprese, famiglie, enti locali e comunità. Un modello – ha aggiunto l’assessore – che rappresenta uno strumento sociale prima ancora che tecnico”. “Stiamo creando infatti una Cer regionale, estesa a tutto il territorio, con un’unica governance. Una scelta – ha puntualizzato Scoccimarro – che permette semplificazione, riduzione dei costi, efficienza amministrativa e possibilità di creare valore condiviso su larga scala”.

Nel corso della presentazione è stato sottolineato che questo percorso è stato costruito insieme a 25 soggetti che rappresentano tutti i settori del tessuto socio-economico e che hanno firmato con la Regione un protocollo d’Intesa: dalle Camere di Commercio alle associazioni di categoria, dal mondo cooperativo alle imprese, dalle Ater alle istituzioni religiose, dai consorzi di bonifica fino alle università di Trieste e Udine, ad Arpa e ad Anci Fvg.

“La co-progettazione è iniziata il 20 ottobre scorso e proseguirà fino ad aprile 2026, attraverso tavoli tecnici e tematici che ci stanno consentendo di analizzare – ha ricordato Scoccimarro – le esigenze del territorio, le potenzialità delle filiere produttive, i bisogni sociali e le opportunità di ricerca e innovazione presenti in Friuli Venezia Giulia. La nostra visione complessiva aspira a tenere insieme energia, società, economia e innovazione”. Per quanto riguarda la dimensione energetica e ambientale, la Cer ha l’obiettivo di promuovere in modo deciso un nuovo modo di produrre e utilizzare l’energia: più pulito, più efficiente, più vicino ai territori, sviluppando impianti da fonti rinnovabili e favorendo l’accumulo, l’autoconsumo collettivo e la circolazione di energia senza sprechi. “Bisogna inoltre – ha sostenuto l’assessore – rendere il sistema regionale più stabile e meno dipendente dalle fluttuazioni dei mercati internazionali, costruendo maggiore sicurezza energetica locale – un tema sempre più centrale nell’attuale contesto geopolitico -, riducendo le emissioni e contribuendo al percorso di decarbonizzazione”.

Per l’esponente dell’Esecutivo regionale la Cer deve occuparsi anche degli aspetti sociali e territoriali. “Vogliamo creare un vero senso di comunità, in cui l’energia possa diventare un bene condiviso, governato con responsabilità collettiva e trasparenza. Per questo il progetto comprende attività di educazione energetica, formazione e iniziative divulgative”.

“La Comunità energetica deve essere anche uno strumento di equità, capace di ridurre la povertà energetica, sostenere i più fragili, contrastare l’isolamento dei territori periferici, valorizzare aree svantaggiate e contribuire alla rigenerazione urbana e territoriale”. Per Scoccimarro questa nuova realtà deve inoltre generare valore che rimanga sul territorio, reinvestendo i ricavi nella comunità, sostenendo progetti locali, consolidando il tessuto produttivo regionale e attraendo investimenti significativi di carattere pubblico e privato.

“Dobbiamo infine guardare con grande attenzione al mondo della ricerca, dell’innovazione e della formazione. La Cer – ha concluso – rappresenta infatti una piattaforma ideale per sperimentare nuove tecnologie: dalle smart grid ai sistemi di accumulo, dall’idrogeno verde alle soluzioni digitali avanzate”.

-Foto Regione Friuli Venezia Giulia-
(ITALPRESS).

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