TRIESTE (ITALPRESS) – “La disabilità rappresenta una condizione di cronicità che accompagna la persona per l’intera esistenza. L’esperienza maturata in questa Regione, i cui risultati sono tra i più avanzati a livello nazionale, dimostra chiaramente come la gestione della cronicità debba diventare il paradigma per trasformare un modello organizzativo ancora troppo sbilanciato sulla fase acuta, a fronte di una domanda di salute profondamente mutata. Di ciò invito tutti, la Consulta in primis, a farne testimonianza nel dibattito pubblico”. Lo ha detto oggi a Trieste l’assessore regionale alla Salute, politiche sociali e disabilità, Riccardo Riccardi, intervenendo sul rifinanziamento, nella legge si Stabilità 2026, dei Centri di riferimento informativo per la disabilità finalizzati al sostegno delle attività di consulenza, orientamento e informazione, con particolare riferimento a quelle relative all’utilizzo dei presidi, degli ausili e delle tecnologie assistive per l’autonomia. Presente all’incontro con la stampa, tra gli altri, anche il presidente della Consulta regionale dei disabili Mario Brancati.
Come ha spiegato il rappresentante della Giunta regionale, la risposta sanitaria deve configurarsi come una catena continua, priva di anelli che si spezzano o si interrompono: un percorso unitario che va dall’intervento chirurgico fino alla gestione quotidiana della cronicità, fattore sempre più rilevante in una società caratterizzata da un felice e costante aumento dell’aspettativa di vita. Secondo Riccardi, in questo sistema interconnesso, ogni componente deve poter esprimere la propria voce. “Registro tuttavia – ha aggiunto l’assessore, richiamando l’attenzione sul piano oncologico regionale – il riproporsi di vecchie dinamiche in cui alcuni soggetti si attestano su posizioni ormai anacronistiche e spesso strumentali. La scienza, la tecnologia e le competenze professionali hanno compiuto progressi straordinari, evolvendo radicalmente i tempi di risposta e riducendo l’invasività delle cure. Parallelamente, la complessità clinica è aumentata: oggi, ad esempio, il paziente oncologico deve essere considerato a tutti gli effetti un paziente cronico”.
Infine Riccardi, partendo proprio dal modello realizzato sulla disabilità, ha affermato che il dibattito sulla rete oncologica regionale non può dunque limitarsi alla sola fase chirurgica, ma deve abbracciare l’intero modello assistenziale. “Per troppo tempo, visioni superate hanno reso strutturalmente rigida la nostra capacità di risposta, impedendo alla Regione di adottare quegli strumenti organizzativi necessari per seguire la velocità con cui si trasformano i bisogni di salute dei cittadini. Invito quindi tutti a favorire un confronto politico che non si concentri su sterili campanilismi, ma che si focalizzi – ha concluso – su una visione d’insieme della sanità regionale”.
– foto ufficio stampa Regione Friuli-Venezia Giulia –
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