CAGLIARI (ITALPRESS) – Sul progetto di impianto fotovoltaico nel territorio di Tergu interviene la Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde. “Sul caso Tergu voglio essere chiara: non esiste alcun via libera automatico”, afferma la Presidente Todde. “Il Tribunale amministrativo regionale ha stabilito che la vicenda dovrà essere riesaminata alla luce del nuovo quadro normativo introdotto dalla legge regionale 20. Questo significa che il procedimento non è concluso e che restano da verificare tutti i vincoli e i parametri urbanistici, edilizi e di tutela previsti per quell’area”.
Il progetto riguarda la realizzazione di un parco fotovoltaico in area agricola, in prossimità di un contesto sensibile, su cui il Comune aveva espresso diniego richiamando proprio la normativa regionale. Il ricorso presentato dalla società proponente ha portato all’esame del TAR, che ha escluso ogni automatismo autorizzativo e disposto una nuova valutazione conforme alle regole vigenti. “C’è un punto politico che rivendico con forza”, prosegue Todde. “La legge regionale 20 ha segnato un punto fermo: in Sardegna la transizione energetica non è un liberi tutti. Non basta dire sì alle rinnovabili per consentire qualsiasi intervento, ovunque. La transizione ecologica è una priorità e la stiamo sostenendo con investimenti per un miliardo di euro destinati all’autoconsumo e alle comunità energetiche. Ma questo percorso deve rispettare le comunità, il paesaggio, il suolo e l’identità dei territori”.
La Presidente sottolinea inoltre un ulteriore elemento contenuto nella pronuncia: “Il TAR ha respinto la richiesta di risarcimento nei confronti del Comune. È un passaggio rilevante, perché conferma che difendere il territorio e applicare le norme non significa agire contro la legge”.
“Anche nel caso di Tergu – conclude Todde – resta fermo il principio che guida l’azione della Regione: i progetti si valutano caso per caso, dentro regole certe e nel rispetto dei beni culturali e dell’equilibrio dei territori. Le rinnovabili sono necessarie, ma devono essere governate”.
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