Formazione e credito d’imposta: facciamo chiarezza

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In termini di agevolazioni ed incentivi promossi dal Governo, in quest’ultimo periodo sta facendo molto discutere il cosiddetto Bonus Formazione: un aiuto per le imprese arrivato con il decreto Sostegni bis ma recentemente potenziato con il decreto Aiuti. I dubbi in merito a questa agevolazione sono ancora parecchi ed è dunque il caso di fare chiarezza, anche perché si tratta di un’opportunità unica per le aziende. Un interessante approfondimento sul Bonus Formazione è stato pubblicato su Money.it ed è proprio su questa autorevole testata giornalistica che abbiamo reperito le informazioni che stiamo per darvi.

Bonus Formazione: di cosa si tratta

Il Bonus Formazione è un aiuto che viene concesso alle aziende sotto forma di credito d’imposta e che consente di recuperare una percentuale delle spese sostenute per la formazione dei dipendenti. L’obiettivo è quello di promuovere l’acquisizione, all’interno delle imprese, di nuove competenze tecnologiche e digitali.

Le attività formative che danno diritto al Bonus sono le seguenti:

  • Corsi di perfezionamento ed aggiornamento;
  • Master di primo e di secondo livello;
  • Altri corsi formativi che siano stati deliberati dagli organi accademici di Ateneo competenti ai quali sono riconosciuti 60 crediti formativi universitari appartenenti alla sottocategoria Ateco 85.43.

È bene precisare che i corsi aventi come obiettivo l’acquisizione di competenze manageriali devono essere promossi da università (pubbliche o private) o da istituti di formazione avanzata con accreditamenti Asfor, Equis o Aacsb.

Bonus Formazione 4.0: quali sono le novità

Come abbiamo accennato, il Bonus Formazione è stato recentemente potenziato con il decreto Aiuti, che ha di fatto aumentato le aliquote. Lo sconto riconosciuto alle imprese per l’anno 2022 è il seguente:

  • Per le piccole imprese: 70% (anziché 50%) delle spese ammissibili nel limite massimo di 300.000 euro annui;
  • Per le medie imprese: 50% (anziché 40%) delle spese ammissibili nel limite massimo di 250.000 euro annui;
  • Per le grandi imprese: 30% delle spese ammissibili nel limite massimo di 250.000 euro annui.

Va inoltre precisato che la misura del credito d’imposta può essere aumentata al 60% per tutte le imprese qualora ad usufruire della formazione siano lavoratori dipendenti svantaggiati o molto svantaggiati.

Bonus Formazione 4.0: le attività formative agevolabili

Le attività formative agevolabili sono quelle relative ai settori del marketing e delle vendite, delle tecniche e delle tecnologie di produzione ma anche dell’informativa. Per andare più nel dettaglio, gli ambiti formativi che danno diritto al Bonus sono i seguenti:

  • Cyber security;
  • Big data e analisi dei dati;
  • Robotica;
  • Prototipazione rapida;
  • Cloud e fog computing;
  • Simulazione e sistemi cyber-fisici;
  • Realtà virtuale e realtà aumentata (sistemi di visualizzazione 4.0);
  • Interfaccia uomo-macchina;
  • IoT;
  • Stampa tridimensionale;
  • Integrazione digitale dei vari processi aziendali.

Appare dunque piuttosto chiaro che il Bonus Formazione 4.0 sia stato promosso con un obiettivo ben preciso: quello di incentivare l’acquisizione di competenze innovative e tecnologiche all’interno delle imprese italiane. Un obiettivo del tutto in linea con il Piano Transizione 4.0 attuato dal Ministero dello Sviluppo Economico.

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