FIAIP stima 485 milioni di presenze turistiche nel 2026, affitti brevi compensano gap ricettività

MILANO (ITALPRESS) – Il mercato immobiliare e il settore turistico sono due ambiti molto importanti nel panorama nazionale: per un paese come l’Italia dove il turismo domestico e internazionale occupa un posto di rilievo, la sinergia con il settore immobiliare e i numeri che muovono sono assai rilevanti. Di questo si è discusso oggi a Milano nell’ambito dell’incontro organizzato dalla Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali (FIAIP) per la presentazione del rapporto sul mercato immobiliare turistico italiano, che analizza l’andamento del mercato nelle principali località turistiche di mare, montagna, laghi e città d’arte, con un’analisi della stagione invernale 2025/2026 e scenari per l’estate 2026. Per l’anno in corso si stimano 485 milioni di presenze turistiche, in crescita rispetto ai 476,9 milioni del 2025, suddivisi tra 263 milioni di stranieri e 222 milioni di italiani. Per quanto riguarda la distribuzione nel corso dell’anno, 270 milioni di presenze si concentrano in estate (giugno-settembre), 122 milioni in primavera e autunno e 93 milioni in inverno (dicembre-marzo).

Un mercato immobiliare quello italiano che in quanto a compravendite ha testimoniato sicuramente una fase continua di crescita e di stabilizzazione. Il settore turistico è una fase continua di crescita anche sul numero delle presenze e cresce soprattutto la scelta delle case vacanza – ha commentato Fabrizio Segalerba, presidente nazionale FIAIP – Da qui il valore delle locazioni turistiche non soltanto nelle località turistiche maggiormente conosciute, ma anche per quello che è il turismo esperienziale, soprattutto per andare a colmare quelle lacune in termini di ricettività che ci sono in determinati ambiti del nostro territorio, laddove appunto le locazioni turistiche sopperiscono anche alla mancanza di hotel o altre strutture’. Secondo il centro studi, nel 2026 il turismo genererà una spesa complessiva di 190 miliardi di euro, assicurando un contributo sul pil nazionale pari a 247 miliardi, per un’incidenza dell’11%. Parallelamente, il gettito derivante dall’imposta di soggiorno ha raggiunto gli 1,2 miliardi di euro. Per quanto riguarda la prima trimestrale 2026, si sono registrate 71,6 milioni di presenze. Nonostante il forte contributo dato dalla presenza di visitatori stranieri e una domanda internazionale che progressivamente tende ad intercettare territori dell’Italia meno battuti, circa il 75% delle presenze complessive tende a concentrarsi in appena il 4% del territorio nazionale.

Un dato che, secondo Segalerba, indica come ci sia ‘bisogno sicuramente di fare in modo che ci sia un una maggiore trasformazione dell’ambito del turismo: non solo le grandi città d’arte o gli ambiti maggiormente seguiti, ma tutto il territorio nazionale, Questo perché ‘Italia è veramente in grado di offrire situazioni molto importanti e molto positive: quindi abbiamo bisogno di fare in modo che ci siano una maggior frequentazione anche delle aree interne che sono le bellezze del nostro paese’. Altro dato che emerge dalla ricerca riguarda il sistema ricettivo italiano che ad oggi conta oltre 714.675 strutture registrate, delle quali il 70,6% appartiene al comparto extralberghiero non imprenditoriale. Le strutture extralberghiere complementari rappresentano circa li 25% dell’offerta, mentre il restante 4,4% è costituito da esercizi alberghieri. L’espansione delle locazioni brevi, la crescita della domanda di seconde case e l’interesse verso gli immobili a reddito turistico stanno modificando profondamente le strategie di investimento. Ad oggi 2026 risultano censite oltre 714.675 strutture ricettive, delle quali più di 633.636 già dotate di CIN. Parallelamente il mercato delle seconde case continua a rappresentare una componente rilevante della domanda immobiliare nazionale. Nel 2026 si stimano circa 230.100 compravendite di abitazioni turistiche, mentre il 18,2% degli acquisti immobiliari è riconducibile a finalità di investimento.

Leonardo Piccoli, presidente Centro studi Nazionale FIAIP, ha sottolineato che ‘la stagione invernale ha fatto segnare un + 14% contro una previsione del +12%. Un dato molto positivo trascinato sicuramente dall’effetto Milano Cortina, Olimpiadi invernali. Però un’altra cosa molto importante che è emersa durante la valutazione dei dati riguarda le presenze complessive nel paese che nel corso del 2026 che raggiungeranno la cifra record di 485 milioni. Un numero importante, ma la cosa fondamentale è che verrà spalmato nei 12 mesi in maniera molto più omogenea ed equilibrata. In sintesi, questo si chiama destagionalizzazione che sta avvenendo già in forma naturale, dettata sicuramente anche dalle molte persone 65-80enni che in Europa saranno 80 milioni di persone che liberamente gireranno l’Italia e l’Europa senza chiedere permessi o ferie . E questo sarà qualcosa che segnerà il mercato turistico e immobiliare, ma anche quello dei consumi’. Un tema particolarmente delicato quando si parla di turismo e mercato immobiliare è quello degli affitti brevi, con effetti che in molti casi aggravano la crisi abitativa in atto nel paese.

‘Noi crediamo che ogni proprietario deve essere libero di poter locare un immobile come ritiene. Dopodiché non crediamo che il problema della crisi abitativa in Italia sia data dalle locazioni brevi che rappresentano all’incirca il 2% di quello che è il totale degli immobili, cioè circa 600.000 abitazioni che sono all’interno di quel circuito – ha spiegato Segalerba – Noi ci rendiamo conto che in determinate aree del paese, soprattutto nei centri storici di alcune città (Firenze, Roma, Bologna, Venezia), ci possono essere delle situazioni di difficoltà, ma è anche vero che le locazioni turistiche vanno a colmare anche il il gap nel campo della ricettività. C’è anche il fatto che il 92% di queste 600.000 abitazioni che sono nel circuito del turistico sono di proprietà di privati che affittano il loro immobile per avere una redditività e andare a contribuire a quello che è il reddito procapite della loro famiglia. Di conseguenza è comunque un sistema che genera valore anche all’interno del nostro sistema paese’.

Secondo il presidente nazionale FIAIP, per affrontare la crisi abitativa bisogna tenere in conto che ‘questo paese negli ultimi 30 anni ha dimenticato le politiche abitative anche a livello sociale: abbiamo un numero di immobili in edilizia residenziale pubblica che se comparato a quello di un paese vicino come la Francia è infinitamente inferiore – poco meno di 900.000 abitazioni contro 4 milioni e mezzo in Francia. Noi auspichiamo che il piano casa che sta per essere convertito possa sicuramente colmare queste lacune. Abbiamo espresso un parere positivo, però bisogna sicuramente investire su quello che è l’ERP e l’ERS nel nostro paese e non credo che solamente una politica che vada a limitare quella che è la locazione breve possa risolvere i nostri problemi’. Sul tema si è espresso nel corso dell’incontro di oggi anche il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alessandro Morelli. ‘Serve una pianificazione perché altrimenti il rischio è che un eccessivo numero di abitazioni locate con affitto breve soprattutto in alcune aree delle grandi città possa creare degrado o comunque infastidire a livello sociale, culturale e in generale nella qualità della vita i nostri concittadini. Dunque in senso assolutamente costruttivo, è necessario realizzare dei tavoli per capire come sviluppare al meglio il settore del turismo e della locazione breve, soprattutto nelle grandi città, considerando che il governo italiano su questo fronte ha preso delle posizioni chiare che non passano dal divieto verso nessuno’.

Collegandosi poi al Piano Casa che sta completando l’iter parlamentare, Morelli ha ricordato che è ‘destinato a una fascia di popolazione con un reddito molto basso e in questo caso mi riferisco alle case che verranno ristrutturate grazie agli investimenti del governo. La spesa media è di circa Ç20.000 ad abitazione, ma questo significa rimettere sul mercato delle case popolari decine di migliaia di alloggi. Dall’altra parte una sostanziale quota del piano casa è destinata ad investimenti legati alla realizzazione totale di nuovi immobili che vadano a coprire le difficoltà della fascia media della nostra popolazione. Dunque, affitti calmierati con realizzazioni di nuovi immobili collegati al piano casa che quindi permetterà a queste famiglie, giovani coppie, lavoratori fuori sede, studenti, genitori separati, di avere accesso agli immobili perché altrimenti sarebbero letteralmente espulsi dalle nostre città’.

Per il capogruppo in consiglio regionale della Lombardia del Partito Democratico Pierfrancesco Majorino bisogna partire dal ‘fatto che una parte dei cittadini italiani preferisce mettere nel mercato degli affitti brevi il proprio appartamento per paura di non ricavare l’affitto in maniera stabile, oppure perché vuole metterlo a disposizione negli anni nei quali il proprio figlio o la propria figlia vanno all’università per poi dopo metterglielo a disposizione. È però un tema che non si affronta criminalizzando gli affitti brevi, ma domandandosi come mai ci sono fasce di popolazione che non riescono a pagare l’affitto. Serve quindi intervenire con strumenti, ma soprattutto capacità di discernimento tra chi è piccolo proprietario e grandi interessi organizzati’.

– foto xh7/Italpress –

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