Fava “Al centro del welfare europeo serve un vero piano comune per la previdenza dei giovani”

BERLINO (GERMANIA) (ITALPRESS) – “La sostenibilità dei sistemi previdenziali europei non dipende più soltanto dalle regole pensionistiche. Dipende dall’equilibrio tra lavoro, demografia e innovazione, dalla qualità dell’occupazione, dalla capacità delle economie di generare crescita e dalla presenza di salari adeguati che alimentino nel tempo il sistema contributivo. Per questo è necessario avviare una riflessione europea su un vero piano per la previdenza dei giovani”. Lo ha dichiarato il Presidente dell’INPS Gabriele Fava intervenendo a Berlino all’incontro dei presidenti e dei direttori generali degli istituti di previdenza e sicurezza sociale dei Paesi dell’Unione europea nell’ambito del workshopPensions and Active Ageing in Europe” organizzato da ESIP a cui ha preso parte anche il Direttore Generale Valeria Vittimberga e il Direttore centrale Relazioni internazionali, Giuseppe Conte.

Secondo Fava i sistemi previdenziali europei stanno entrando in una nuova fase storica. Le trasformazioni demografiche, economiche e sociali che attraversano il continente richiedono un cambio di paradigma nella capacità delle istituzioni di leggere e governare il rapporto tra lavoro, popolazione e welfare.

“La cooperazione tra i Paesi europei e lo scambio costante tra le istituzioni previdenziali rappresentano una delle chiavi per affrontare sfide che non appartengono più ai singoli sistemi nazionali ma all’intero spazio europeo. La sostenibilità dei sistemi pensionistici riguarda tutti noi. Viviamo in società che invecchiano rapidamente e proprio per questo il dialogo tra istituti, la condivisione delle esperienze e l’analisi dei dati diventano strumenti essenziali per costruire politiche lungimiranti” ha aggiunto Fava che ha poi sottolineato il legame strutturale tra occupazione e sostenibilità previdenziale.

Per Fava “Se vogliamo rafforzare la tenuta dei sistemi pensionistici dobbiamo guardare alla base su cui quei sistemi si fondano. Il vero equilibrio previdenziale nasce dalla solidità della base contributiva. E la base contributiva cresce soltanto se i giovani entrano nel mercato del lavoro e trovano occupazioni stabili e di qualità. Il tema decisivo non è soltanto l’età pensionabile. Il vero punto è il rapporto tra popolazione attiva e popolazione anziana. Le pensioni non nascono da un meccanismo astratto. Nascono dall’economia reale. È il lavoro che genera le pensioni. Da qui la necessità di rafforzare la cooperazione tra istituzioni previdenziali europee. È necessario costruire un’agenda sociale europea più ambiziosa fondata su una collaborazione ancora più intensa tra gli istituti previdenziali. Dobbiamo condividere dati, analisi e strategie sui grandi temi che riguardano lavoro, demografia e welfare. Solo attraverso una visione comune sarà possibile affrontare con efficacia le trasformazioni che stanno ridisegnando il futuro dei nostri sistemi sociali”. 

Secondo il Direttore Generale Valeria Vittimbergaoggi ci troviamo nel mezzo di una trasformazione demografica e tecnologica senza precedenti: l’invecchiamento della popolazione, la longevità crescente, l’aumento dell’età pensionabile e il calo demografico stanno modificando profondamente la struttura sociale ed economica del Paese. La risposta alla pressione che investe i sistemi pensionistici e il mercato del lavoro richiede politiche integrate, formazione continua, aggiornamento dei modelli di gestione del personale, incentivi mirati e valorizzazione dei lavoratori senior. In Italia si stanno consolidando politiche di age management, programmi di riqualificazione dei lavoratori maturi e misure per favorire la permanenza attiva e il reinserimento dei profili senior. La vera sfida è costruire organizzazioni longeve e flessibili, capaci di integrare le competenze digitali dei più giovani con la memoria istituzionale e la visione sistemica dei senior”. 

“Smart working, formazione continua, mentoring, age management e trattenimento in servizio delle professionalità critiche. Sono queste le leve su cui sta investendo il Paese”. Secondo il direttore generale, “il lavoro agile, evoluto rispetto alla fase emergenziale, è oggi un elemento strutturale dell’organizzazione perché aiuta a migliorare benessere organizzativo e attrattività dell’Istituto, mentre la formazione continua resta decisiva in un contesto segnato da normative in evoluzione, sistemi digitali interconnessi e funzioni ad alta responsabilità. I senior trasferiscono conoscenza dei processi istituzionali, i più giovani accelerano l’adozione di tecnologie e nuovi linguaggi organizzativi: è questa integrazione che rafforza l’Istituto come comunità professionale”.

Per Vittimberga, il principio guida resta quello indicato dall’age management: “l’età è un patrimonio, non un limite, e la sfida dell’INPS è trasformare questa impostazione in una cultura organizzativa stabile, capace di garantire continuità, qualità del servizio e sostenibilità interna”. 

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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