ROMA (ITALPRESS) – La Corte d’Appello di Milano, sezione impresa, ha stabilito che l’area a caldo dello stabilimento ex Ilva di Taranto dovrà essere chiusa entro 90 giorni, a causa della presenza di amianto e delle emissioni di polveri sottili superiori a limiti di legge. Nel decreto è stabilito che la sospensione dovrà durare fino a quando non verrà rimosso integralmente l’amianto ancora presente negli impianti e non saranno adottate le misure necessarie per ricondurre l’emissione delle polveri sottili entro limiti di sicurezza. Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha convocato d’urgenza una riunione a Palazzo Chigi a seguito del decreto della Corte d’Appello di Milano.
Il Governo prende atto del provvedimento della Corte di Appello di Milano, che interviene alla vigilia del tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali previsto per domani e che, alla luce di tale decisione, rende tale confronto ancora più necessario. Nonostante i nuovi sviluppi, il Consiglio dei ministri, convocato per questo pomeriggio, conferma lo stanziamento di un’ulteriore tranche del prestito necessaria ad assicurare la continuità operativa dell’azienda in attesa del perfezionamento della cessione con riferimento all’area a freddo.
“Per quanto riguarda l’Ilva, le sentenze sono sentenze e valgono per tutti. La sentenza mi sembra assolutamente chiara sulla chiusura dell’area a caldo. Stiamo valutando, domani c’è l’incontro sui sindacati, ma questo stravolge tutto in una fase di cessione abbastanza avanzata, prossima alla definizione con la controparte”. Così il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in conferenza stampa al termine del Cdm.
– foto IPA Agency –
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