di Stefano Vaccara
NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Lo scoop è arrivato la mattina stessa dello State of the Union, gettando un’ombra pesante sulla narrazione di trasparenza della Casa Bianca. A rivelarlo per primo è stato il giornalista Stephen Fowler su NPR, scoprendo come il Dipartimento di Giustizia avrebbe rimosso o trattenuto decine di pagine di documenti relativi a una donna che accusò Jeffrey Epstein e Donald Trump di aver abusato di lei quando era minorenne. L’inchiesta di Npr, firmata da Fowler e rilanciata in tutto il Paese, si basa su un’analisi incrociata dei documenti pubblicati dal Dipartimento di Giustizia nell’ambito della diffusione degli Epstein Files. Secondo la ricostruzione, l’Fbi avrebbe intervistato la testimone almeno quattro volte nel 2019. Tuttavia, nel database pubblico reso disponibile dal governo compare soltanto il verbale del primo colloquio. Le numerazioni interne dei documenti – i cosiddetti Bates numbers – indicano un vuoto di oltre cinquanta pagine tra i materiali esistenti e quelli effettivamente pubblicati.
Al centro della denuncia politica c’è il deputato democratico della California Robert Garcia, membro di spicco della commissione di controllo della Camera. Dopo aver esaminato documenti non oscurati presso il Dipartimento di Giustizia, Garcia ha sostenuto che verbali e appunti relativi agli interrogatori della presunta vittima sarebbero stati trattenuti, parlando apertamente di possibile insabbiamento. I Democratici hanno annunciato l’avvio di un’indagine parallela per verificare se la legge sulla pubblicazione degli Epstein Files sia stata violata. Tra i materiali emersi vi sarebbe anche una presentazione interna dell’Fbi in cui il nome di Trump compare tra i “nomi prominenti” citati nelle accuse legate a Epstein e Ghislaine Maxwell. L’accusa, riferita a episodi avvenuti tra il 1983 e il 1985, sarebbe stata ritenuta abbastanza credibile da essere inoltrata a un ufficio investigativo per ulteriori verifiche, anche se l’esito dell’indagine non è noto.
Il Dipartimento di Giustizia ha respinto le accuse, sostenendo in una risposta a Npr di non aver fornito spiegazioni dettagliate ma rinviando alle dichiarazioni già diffuse: nessun documento sarebbe stato cancellato e tutto il materiale rilevante sarebbe stato pubblicato, salvo duplicati, contenuti coperti da privilegio legale o parti di indagini ancora in corso. La Casa Bianca, da parte sua, continua a sostenere che non esista nulla di incriminante nei confronti del presidente e definisce le accuse “infondante e sensazionalistiche”. Resta però il nodo politico. Mentre l’amministrazione rivendica trasparenza totale sugli Epstein Files, l’emergere di pagine mancanti e la denuncia pubblica di un possibile cover-up da parte di membri del Congresso alimentano i sospetti sulla completezza delle rivelazioni, trasformando un caso giudiziario mai davvero chiuso in un problema politico sempre più destabilizzante per l’amministrazione Trump.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).









