Emiliano “Dalla Puglia 500 mila euro per l’antimafia sociale”

BARI (ITALPRESS) – “Oggi la giunta ha approvato un ennesimo atto, che aggiunge quasi altri 500mia euro alle decine di milioni di euro investiti negli anni passati a sostegno dell’antimafia sociale”. Così, in occasione del trentennale della strage di Capaci, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano presenta il progetto regionale dedicato alla memoria delle vittime innocenti di mafia e alla cultura della legalità.
“L’antimafia sociale – prosegue il governatore – nasce in Italia da un’intuizione di Giovanni Falcone e anche di Paolo Borsellino. Erano entrambi magistrati del Pubblico Ministero consapevoli però che non fosse sufficiente solo fare processi per sconfiggere la mafia. Occorreva altro: informare, ragionare e costruire una coscienza collettiva”.
“Vorrei – conclude – che fosse chiaro veramente a tutti i pugliesi: nella strage di Capaci c’erano due pugliesi: Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Erano parte di quella scorta di Falcone consapevolmente, perchè nel reparto scorte si entra volontariamente, non per ordine superiore, ed erano legatissime al giudice e agli obiettivi che perseguiva: la giustizia e la sconfitta delle organizzazioni criminali. Oggi è il trentennale anche dell’orgoglio e del dolore pugliese nel ricordo di Antonio e di Rocco”.
“Sono passati – ricorda Emiliano – trent’anni, e per tutti coloro che l’hanno vissuta più direttamente quella di oggi è una data che si inserisce nell’anno come se fosse un evento fisso. Ognuno di noi costruisce persino la propria agenda di lavoro sul 23 maggio e sul 19 luglio, le date in cui ricordiamo questi due eventi. I magistrati, i poliziotti, i carabinieri, i finanzieri, i funzionari dello stato e le vittime di mafia in generale sono state tantissime, non sono solo quelle più ricordate. Mi rendo conto quindi che commemorare il 23 maggio significa ricordare anche tutte le altre vittime di mafia”.
“Quello di Capaci – conclude il presidente – fu però un evento dopo il quale un Paese intero si è riconosciuto dalla parte giusta. Dopo quella tragedia e le morti di Falcone e Borsellino, la divisione che aveva anche reso più difficile la lotta alla mafia persino all’interno della magistratura fu riunificata”.
“Questi due eventi hanno avuto circostante non del tutto chiarite e quindi il nostro compito come Regione Puglia è quello di continuare, nelle nostre competenze, che non sono nè giudiziarie, nè investigative, a seminare come abbiamo fatto in questi anni, investendo la più grande somma di danaro mai investita nella storia di una regione nell’educazione di tutti i cittadini e in particolare dei più giovani, nella costruzione di programmi nelle scuole e in qualunque altro luogo dove fosse possibile dare a queste memorie una funzione di futuro” conclude Emiliano.

foto: Xa2

(ITALPRESS).

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