Dati NISAR, pubbliche le osservazioni del doppio radar NASA-ISRO per il monitoraggio della Terra

ROMA (ITALPRESS/ECONOMIADELLOSPAZIO) – A partire dal 20 luglio, NASA e ISRO hanno avviato la pubblicazione continuativa dei prodotti elaborati dai radar in banda L e banda S del satellite NASA-ISRO Synthetic Aperture Radar (NISAR), mettendo a disposizione della comunità scientifica e degli utenti istituzionali informazioni destinate a rafforzare il monitoraggio delle deformazioni del terreno, dei ghiacciai e degli ecosistemi. L’iniziativa rappresenta una milestone per la missione che, dopo quasi un anno di calibrazione degli strumenti e validazione degli algoritmi, entra nella piena fase di distribuzione dei dati. Le osservazioni potranno essere utilizzate per analizzare i movimenti delle masse glaciali, monitorare foreste e zone umide e supportare la valutazione di fenomeni naturali come frane e terremoti.

La disponibilità dei dati NISAR coincide con l’avvicinarsi del primo anniversario del lancio del satellite, avvenuto il 30 luglio 2025 dal Centro Spaziale Satish Dhawan in India. Nel corso dell’ultimo anno i team della NASA e dell’ISRO hanno completato la calibrazione della strumentazione, perfezionato gli algoritmi di elaborazione e verificato le prestazioni della missione attraverso l’acquisizione sistematica di immagini di quasi tutte le superfici terrestri e ghiacciate del pianeta, ripetute due volte ogni 12 giorni.

Questa fase ha già prodotto osservazioni di reti stradali urbane, aree agricole, frane, deformazioni del terreno e zone colpite da terremoti, dimostrando la capacità della piattaforma di acquisire dati con continuità e su scala globale. L’elemento distintivo della missione è la presenza, per la prima volta su un satellite scientifico a volo libero, di due sistemi SAR (Synthetic Aperture Radar) operanti su bande differenti. La maggiore lunghezza d’onda della banda L consente ai segnali radar di attraversare la vegetazione e raccogliere informazioni sul terreno sottostante, mentre la banda S permette di caratterizzare con maggiore dettaglio la struttura della copertura vegetale. La combinazione dei due sensori amplia quindi il numero di applicazioni disponibili per la ricerca scientifica e il monitoraggio ambientale.

Tra le prime immagini diffuse dopo l’avvio della distribuzione dei dati figura una scena acquisita sull’Antartide orientale, che raffigura il Nunatak Zaterjavshijsja, una cima montuosa che emerge da un flusso glaciale diretto verso l’oceano. La particolare composizione cromatica dell’elaborazione radar richiama la forma di un colibrì, ma il valore dell’immagine è soprattutto scientifico. Le differenti tonalità rappresentano il modo in cui i segnali radar interagiscono con ghiaccio e neve. Le superfici più regolari riflettono prevalentemente il segnale orizzontale, visualizzato in magenta, mentre le aree caratterizzate da fratture, crepacci e diffusione volumetrica restituiscono segnali rappresentati in verde.

Le aree bianche indicano invece una forte combinazione delle due modalità di riflessione. Secondo Seongsu Jeong, ingegnere addetto all’analisi del segnale presso il Jet Propulsion Laboratory della NASA, “Innanzitutto, è un’immagine splendida, ricca di dettagli che forniscono informazioni preziose sul movimento del ghiacciaio. Inoltre, poiché il radar spesso riesce a penetrare la neve e a raggiungere le profondità del ghiaccio, NISAR può osservare proprietà del ghiaccio antartico fondamentalmente diverse da quelle visibili nelle immagini ottiche. Con NISAR riusciamo a vedere cosa si nasconde sotto la superficie”. L’esempio evidenzia uno dei principali vantaggi delle osservazioni radar rispetto ai sensori ottici: la capacità di acquisire informazioni anche quando la superficie appare uniforme e di rilevare caratteristiche non immediatamente osservabili nello spettro visibile.

Sul fronte operativo, il team statunitense della missione ha avviato il rilascio continuo dei prodotti calibrati in banda L relativi alle osservazioni raccolte a partire dal 17 giugno, con l’obiettivo di pubblicare entro la fine dell’anno anche i dataset acquisiti nelle precedenti fasi delle operazioni scientifiche. Il team dell’ISRO, attraverso il Centro per le Applicazioni Spaziali di Ahmedabad, ha invece iniziato la distribuzione dei dati in banda S tramite il portale Bhoonidhi. Come già avvenuto nei rilasci preliminari, gli utenti potranno scaricare i prodotti radar anche tramite l’Alaska Satellite Facility Distributed Active Archive Center, che ospita l’archivio dei dati radar ad apertura sintetica della NASA. La missione genera decine di terabyte di dati scientifici al giorno, grazie alla copertura sistematica di quasi tutte le superfici terrestri e ghiacciate comprese tra pochi gradi dal Polo Sud e 77,5 gradi di latitudine nord. Una capacità osservativa che consolida NISAR come una delle infrastrutture più avanzate dedicate all’osservazione radar della Terra.

La disponibilità dei dati NISAR amplia il patrimonio di informazioni radar accessibili alla comunità scientifica internazionale in un contesto in cui l’osservazione della Terra si basa sempre più sull’integrazione di missioni complementari. Programmi come Copernicus Sentinel-1 dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e il satellite ALOS-2 della JAXA hanno consolidato negli ultimi anni l’impiego dei radar ad apertura sintetica per il monitoraggio delle deformazioni del terreno, delle infrastrutture, delle aree forestali e della criosfera. In questo scenario, NISAR introduce una capacità distintiva: è il primo satellite scientifico a combinare in un’unica piattaforma due sistemi SAR operanti in banda L e banda S. L’acquisizione simultanea di dati a diverse lunghezze d’onda permette di ottenere informazioni complementari sulla vegetazione, sulle superfici ghiacciate e sulle deformazioni del suolo, migliorando la qualità delle analisi rispetto ai sistemi che operano su una singola banda radar. La disponibilità continuativa dei dati amplia inoltre le possibilità di sviluppo di applicazioni scientifiche e servizi di monitoraggio basati sull’integrazione di diverse fonti satellitari, rafforzando il ruolo della missione NASA-ISRO nell’evoluzione delle infrastrutture globali dedicate all’osservazione della Terra.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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