Da Fontana a Brignone, da Lollobrigida a Pellegrino: se l’età non conta

di Giorgio La Bruzzo

MILANO (ITALPRESS) – Qualcuno ha già fatto sapere che non ci sarà un dopo, altri hanno lasciato uno spiraglio aperto, ma carta d’identità alla mano Milano-Cortina potrebbe essere stata la loro ultima Olimpiade invernale. Se così fosse, l’uscita di scena è stata comunque all’altezza della loro carriera. Federica Brignone, 36 anni a luglio, è stata il simbolo della resilienza: lo scorso aprile, dopo aver vinto l’oro mondiale in gigante e la sua seconda Coppa del Mondo, si infortunava gravemente ai campionati italiani e la sua presenza ai Giochi è stata a lungo incerta. E invece eccola lì, a dominare in super-G e fra le porte larghe, un doppio oro a cinque cerchi in una singola edizione come solo Alberto Tomba era riuscito a fare nella storia dello sci alpino italiano.

Classe 1990 è pure Arianna Fontana, entrata con tutte le lame dei suoi pattini nella leggenda: oro nella staffetta mista, argento in quella femminile e nei 500, totale 14 medaglie olimpiche in carriera. Una traiettoria cominciata a Torino 2006 e che l’ha portata a diventare l’atleta italiana più decorata di sempre (superato Edoardo Mangiarotti che si era fermato a 13 podi) e a un soffio dal primato di Marit Bjoergen (15) che resta la primatista delle Olimpiadi invernali. Difficile immaginarla in Francia fra 4 anni per ragioni anagrafiche ma “fatemi intanto metabolizzare questi Giochi, tempo al tempo”, le parole del folletto valtellinese in vista del 2030.

Due ori, di cui il primo nel giorno del suo 35esimo compleanno con la splendida immagine del figlio Tommaso in braccio durante le interviste, Francesca Lollobrigida è stata un’altra icona di Milano-Cortina. In pochi avrebbero scommesso su di lei dopo una stagione complicata, la Lollo ha risposto da fuoriclasse ma guardando avanti la pista lunga avrà bisogno di nuove leve, anche al maschile visto che Davide Ghiotto, Andrea Giovannini e Michele Malfatti, il trio delle meraviglie nell’inseguimento a squadre, sono tutti over 30.

Per Federico Pellegrino e Dorothea Wierer invece si chiude qui. Il 35enne poliziotto valdostano, dopo due argenti individuali, voleva una medaglia a squadre: ne ha prese due, entrambe di bronzo, prima in staffetta e poi nella team sprint. Un’influenza gli ha negato la 50 km come giro d’onore ma Barp e gli altri sono pronti a raccogliere il testimone. Per la finanziera di Brunico, anche lei classe ’90, è stata un’Olimpiade difficile: l’argento nella mista sembrava poter essere un ottimo prologo, poi però le cose non sono andate come aveva sperato. Lascia dopo la quarta Olimpiade di fila a medaglia e un contributo al biathlon che va oltre i risultati.

In Francia potrebbe esserci Lisa Vittozzi (classe ’95) ma bisognerà vedere quali saranno le sue motivazioni una volta vinta la corsa all’oro dopo essere rimasta una stagione ferma. Non più giovanissima anche Sofia Goggia, 34 anni il prossimo novembre: a Milano-Cortina ha completato la sua collezione di medaglie in discesa col bronzo ma la sua storia di infortuni alla lunga potrebbe avere un peso. Ha chiuso il cerchio Dominik Paris, alla soglia dei 37 anni, ma la velocità dello sci alpino è in buone mani, quelle di Giovanni Franzoni. Chi invece nel 2030 vuole esserci è Dominik Fischnaller, slittinista classe ’93, due bronzi in questi Giochi dopo quello di Pechino: “Non mi sento come avevo 25 anni ma in Francia ci sarò”, la promessa.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Vuoi pubblicare i contenuti di Italpress.com sul tuo sito web o vuoi promuovere la tua attività sul nostro sito e su quelli delle testate nostre partner? Contattaci all'indirizzo [email protected]