ROMA (ITALPRESS) – “Non è più rinviabile la creazione della Comunità europea di difesa. Sarebbe, al tempo stesso, uno strumento di deterrenza e uno scatto politico, in termini di ruolo nel mondo. Non per sostituire la Nato, ma per renderla più forte con un pilastro europeo anche con paesi, come Svizzera e Balcani Occidentali, Paesi che al momento non sono ancora parte della Ue. E di questo progetto deve fare parte anche l’Ucraina”. Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in un’intervista a La Stampa. Quanto alla Nato, in vista del vertice di Ankara, il ministro auspica “il rinvigorimento dell’alleanza. È incrinata, ma resta fondamentale per la stabilità di un mondo dove l’Onu ha perso gran parte della sua capacità di incidere. Se si sfalda anche la Nato, è finita”. Per quanto riguarda l’accesso ai fondi Safe stanziati dall’Ue, e il rischio che l’Italia li possa perdere, il ministro dice: “Mi risultano tempi maggiori e quindi potremmo magari usarlo per finanziare gli impegni del 2027”.
“La lealtà verso il governo non mi impedisce di dire ciò che ritengo giusto. Il mio compito è rappresentare le esigenze della Difesa. Poi le decisioni spettano all’esecutivo e sono certo che gli impegni verranno rispettati”. Infine, alle richieste Nato di aumentare fino al 5% del Pil annuo le spese militari, “l’Italia ha già avviato con serietà il percorso concordato al vertice dell’Aia. Oggi ci presentiamo con una spesa pari al 2,8% del Pil: il 2% destinato alla difesa in senso stretto, lo 0,8% alle spese per la sicurezza. Quindi siamo già significativamente avanti nel percorso verso gli obiettivi. L’Italia farà la propria parte, quest’anno non è stato possibile destinare integralmente l’incremento dello 0,15%, a causa della procedura di infrazione, ma confidiamo che possa essere recuperato già nel prossimo esercizio di bilancio. L’importante è mantenere una traiettoria credibile”, conclude il ministro.
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