Corsa alla leadership Onu, Macky Sall chiude le audizioni tra i dubbi

di Stefano Vaccara

NEW YORK (USA) (ITALPRESS) – Si è chiusa, almeno per ora, la prima fase degli Interactive Dialogues all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con l’audizione e lo stakeout dell’ex presidente del Senegal Macky Sall, ultimo dei quattro candidati finora in corsa per la successione di António Guterres a Segretario Generale dell’ONU. Dopo le performance dei giorni precedenti, con Rafael Grossi e Michelle Bachelet nella prima giornata e Rebeca Grynspan nella seconda, l’attenzione della serata di mercoledì si è concentrata su Sall, la cui candidatura rappresenta il profilo più marcatamente politico tra quelli presentati finora. Nel corso delle tre ore di audizione, Sall ha delineato una visione fondata su tre pilastri – pace e sicurezza, diritti umani e sviluppo – insistendo sulla necessità di un approccio integrato per affrontare le crisi globali. Ha rivendicato il proprio percorso internazionale, dalla presidenza del Senegal alla guida dell’Unione Africana, sottolineando il ruolo del “Global South” in una fase di trasformazione dell’ordine internazionale.

È però nello stakeout con la stampa che sono emerse le principali difficoltà. Le domande dei giornalisti si sono concentrate su due aspetti chiave: la tradizionale rotazione geografica, che vedrebbe favoriti candidati latinoamericani, e soprattutto la mancanza di un sostegno ufficiale da parte del suo stesso Paese. A quest’ultimo punto, Sall ha risposto che nonostante non avesse ottenuto l’appoggio del Senegal, ha invece avuto il sostegno del Burundi, ma senza riuscire a dissipare i dubbi su uno degli elementi più critici della sua candidatura. Il confronto si è fatto a tratti teso, con risposte spesso articolate tra inglese e francese e una gestione non sempre fluida delle domande più dirette. Pur ribadendo la centralità del dialogo e del multilateralismo, Sall è apparso meno a suo agio rispetto agli altri candidati.

Con il suo intervento si conclude questa prima tornata di audizioni, in attesa di eventuali nuove candidature. Un passaggio che, pur non decisivo, ha già offerto indicazioni chiare sugli equilibri in campo in una corsa dove, più delle dichiarazioni, conta la capacità di evitare veti tra le grandi potenze.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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