Convenzione CAA, Agea “Massima protezione sistema economico agricolo”

ROMA (ITALPRESS) – “Recenti dichiarazioni contenute in alcuni comunicati stampa e note diffuse in questi giorni sul tema della nuova convenzione Agea – CAA, spingono a doverose e obbligatorie puntualizzazioni per impedire il rischio di fraintendimenti a danno del corretto svolgimento delle funzioni proprie di AGEA”. E’ quanto si legge in una nota di Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura) che aggiunge: “La clausola in contestazione si pone nel quadro delle scelte strategiche avviate dall’Agenzia, in relazione alla evoluzione dei sistemi tecnologici di rilevazione dei dati e di digitalizzazione dei processi e, al conseguente arricchimento delle informazioni del fascicolo, anche nella prospettiva della nuova programmazione comunitaria post 2020 e, della necessità di rafforzare la funzione e l’utilizzo dei dati degli agricoltori contenuti nel SIAN, riconosciuta come banca dati di interesse nazionale, attraverso la quale Agea eroga oltre 5 miliardi di risorse pubbliche annue e, quindi, degna della massima tutela possibile anche in relazione alla sensibilità dei dati in essa contenuti”.
“In questa prospettiva – prosegue la nota – si è inserita la necessità di: una rigorosa disciplina degli accessi al sistema informativo agricolo nazionale (SIAN) rispetto alla quale, già nel 2018, è stata modificata la modalità di accesso, passando dalla vecchia password all’identità digitale Spid; ed una corretta e controllata procedura di erogazione degli aiuti che ha visto Agea, tra l’altro, avviare due progetti di collaborazione con il Ministero dell’Interno nell’ambito del Programma operativo legalità. Ciò premesso, occorre precisare che Agea non ha alcuna intenzione di escludere dall’accesso al SIAN 2.500 professionisti; inoltre, è opportuno ricordare che ad oggi gli accessi al Sian autorizzati da Agea agli operatori dei CAA per le funzioni delegate, sono in totale circa 3.500 e che, di questi, meno di mille fanno riferimento a professionisti iscritti ad Albi e Collegi, molti dei quali già dipendenti di CAA. E’ anche opportuno precisare che, ad oggi, i CAA che fanno riferimento a vario titolo agli Albi e Collegi gestiscono meno del 6% del totale dei fascicoli aziendali di Agea”.
“Al fine di chiarire poi il carattere eminentemente istituzionale e la natura organizzativa della scelta convenzionale adottata da Agea – continua la nota – si sottolinea che la stessa consente di garantire che i soggetti privati, preposti all’esercizio di attività amministrative di competenza di un Ente pubblico, assicurino il rispetto del principio di imparzialità amministrativa. I Centri di Assistenza Agricola operano su delega di Agea Ente Pubblico e, pertanto, debbono garantire assetti organizzativi e funzionali conformi a quelli che la legge italiana pone a carico delle pubbliche amministrazioni in materia di imparzialità e conflitto d’interessi. E’ proprio questo uno degli obiettivi chiari di questa nuova convenzione: più trasparenza nel rapporto tra l’esercizio di funzioni pubbliche e l’attività di consulenza privata, minori rischi sistematici nella gestione di attività che debbono essere caratterizzate dal perseguimento dell’interesse generale, consistente nell’uso proprio delle risorse finanziarie destinate all’agricoltura. Quindi: massima protezione possibile del sistema economico agricolo”.
(ITALPRESS).