CONTE: “ITALIA NON È PIÙ SOLA”

“La Spagna ha deciso di accogliere la nave Aquarius, che era stata assistita temporaneamente da due motovedette italiane. Le richieste dell’Italia cominciano ad essere ascoltate. Avevamo chiesto un’Europa più solidale e che il nostro Paese non fosse lasciato solo nella gestione dei flussi migratori. L’iniziativa della Spagna va proprio in questa direzione”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, parlando con i giornalisti ad Accumoli, in merito alla vicenda della nave Aquarius con a bordo oltre 600 migranti.

“Ringrazio i ministri Salvini e Toninelli, è grazie al loro lavoro se abbiamo raggiunto questo primo prezioso risultato. È una svolta importante: da oggi l’Italia non è più sola. Ora continuiamo a lavorare per cambiare davvero il Regolamento di Dublino – ha proseguito Conte -. Questa sera ho convocato a Palazzo Chigi un vertice con i ministri competenti per affrontare il tema dell’emergenza immigrazione. E questo sarà il primo punto che affronterò venerdì nel mio incontro con il Presidente Macron e lunedì con la Cancelliera Merkel. Vogliamo portare a casa una riforma del Regolamento di Dublino davvero più giusta ed equa per tutti”.

Per il ministro dell’Interno Matteo Salvini “alzare garbatamente la voce paga, cosa che il governo italiano non faceva da anni. Abbiamo aperto un tema di discussione a livello continentale. Non si chiude oggi la partita, ma è un primo e importante segnale che l’Italia non può sostenere da sola questo onere”.

“Avevo dato disposizione di trasbordare donne e bambini, alla faccia di chi ci accusa di cattivismo, il nostro obiettivo è salvare vite umane – ha aggiunto il leader della Lega dopo il Consiglio federale del partito -. La nave Aquarius non ci aveva risposto, ma il problema si è risolto grazie al buon cuore del governo spagnolo. L’Unione Europea non può andare avanti a buon cuore, contiamo su un nuovo inizio”.

“Il governo è compatto alla faccia di chi cercava spaccature tra Lega e Cinque Stelle. Abbiamo segnato un punto a nostro favore, ma non è la fine di nulla, c’è un’altra nave di una Ong pronta a ricevere un nuovo ricco carico, se lo facesse continueremo sulla nostra linea di buon senso e condivisione – ha sottolineato Salvini -. Tutte queste ong non hanno la bandiera italiana, non capisco perché deve essere solo l’Italia ad accogliere. Ringrazio il presidente del Consiglio, il ministro degli Esteri, il ministro dei Trasporti, domani avrò dei contatti telefonici con i miei omologhi degli altri Paesi per avere una nuova Europa”. E ha aggiunto: “Abbiamo aperto il fronte a Bruxelles, la Commissione Europea adempia a doveri che nei confronti dell’Italia non sono mai stati rispettati”.

Sulle prossime iniziative Salvini ha annunciato: “Lavoriamo su costi e tempi a garanzia dei rifugiati veri. Lo spreco di tempo e denaro ha come prime vittime i rifugiati veri”.

“Il nostro governo ha deciso, visto che non c’era nessuna emergenza, di non far sbarcare la nave e di fare appello agli altri Paesi europei affinché non lasciassero ancora una volta da sola l’Italia nella gestione dei flussi migratori che è un fenomeno che riguarda tutta l’Europa”, scrive il vicepremier e ministro del Lavoro, Luigi Di Maio sul Blog delle Stelle. 

“Abbiamo chiesto quello su cui a parole tutti i Paesi europei sono d accordo: aiuto, solidarietà, suddivisione equa dei migranti che arrivano – aggiunge Di Maio -. Poche ore fa il Presidente spagnolo Sanchez ha annunciato che la Spagna accoglierà la nave Aquarius. È una notizia importante perché segna un punto di svolta. E’ bastato fare ciò che avrebbero dovuto fare i governi precedenti, cioè dire ‘l’Italia non può più farsi carico da sola di questa fenomeno globale’ che finalmente si è attivato un altro Paese. Da oggi l’Italia non è più sola e ci auguriamo che gli altri leader europei seguano l’esempio di Sanchez. Questa è la dimostrazione che se si vuole si può fare. Ora speriamo che questo non rimanga un gesto isolato ma che dia il via ad un approccio strutturale. Che deve passare prima di tutto per la modifica del Regolamento di Dublino”.

“Ne sentite spesso parlare in queste ore, e noi lo chiediamo da sempre. Qual è il problema di questo regolamento? Che obbliga il primo Paese che accoglie i migranti a gestirli. E il primo Paese negli ultimi anni è sempre stato l’Italia. E ‘questo che ha creato il business dell’immigrazione, e che fa dire a certi gestori di cooperative che l’immigrazione rende più della droga (ve lo ricordate Buzzi, dell’inchiesta Mafia Capitale?). Questo tema per me è molto importante, perché qui sono in ballo diritti umani di persone che vengono sfruttate per fare business, mentre l’Italia spende ogni anno miliardi delle tasse dei cittadini per gestire da sola una serie di emergenze che si susseguono senza sosta – prosegue il vicepremier -. E’ ora di dire basta. Vedete, non è facile dire basta al business dell’immigrazione, perché si rischia subito di essere bollati come razzisti, xenofobi e altri insulti simili. In realtà vogliamo fare solo cose di buon senso che vanno a vantaggio sia degli italiani che dei migranti. Un anno fa avevo denunciato il fenomeno, avendo il coraggio di dire che alcune ONG facevano trasporto di migranti e non salvataggio, che sono due cose ben diverse! Un anno fa sono poi andato a Bruxelles, per parlare con il Direttore del Programma Frontex. Se non sapete cos’è, vi spiego subito di cosa si tratta: è il programma con cui si gestiva l’emergenza immigrazione. Ero stato a Ventimiglia, a vedere coi miei occhi cosa succede alla frontiera tra Italia e Francia, dove ogni giorno le autorità francesi ci rimandano indietro migranti che vorrebbero magari ricongiungersi ai loro famigliari in Francia”.

“Ora è chiaro che tutto questo deve cambiare, nell’interesse di tutti. Diritti, doveri e anche la solidarietà vanno condivisi. Stiamo cambiando l’Italia e stiamo cambiando l’Europa. Da oggi l’immigrazione non è più un business su cui lucrano scafisti e professionisti dell’accoglienza, ma diventa una questione che deve essere affrontata da tutti i Paesi europei per garantire gli interessi sia dei cittadini sia dei rifugiati che davvero scappano dalle guerre – conclude Di Maio -. Chi invece voleva solo fare profitti, dovrà cercarsi un’altra occupazione. La fine del business dell’immigrazione è nei nostri venti punti. E oggi abbiamo messo la prima pietra”.

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