“Compagni di viaggio”, il dialogo che supera il pregiudizio

ROMA (ITALPRESS) – Tra i progetti di cortometraggio vincitori del bando Social Film Production con il Sud c’è “Compagni di viaggio” di Sara De Martino e Aaron Ariotti, nato dalla collaborazione tra il Consorzio Concreto di Matera e la Lumen Films.
Una volta realizzato è stato proiettato in numerose occasioni, purtroppo in numero inferiore rispetto a quanto si sarebbe potuto, a causa della pandemia. Ne parliamo con Andrea Gori della Lumen Films.

Perché (e da quanto tempo) avete deciso di utilizzare il cinema come mezzo di comunicazione del terzo settore?

“La scelta arriva sin dalla nascita di attività connesse al consorzio che dagli albori ha sostenuto in diverse forme festival e laboratori dedicati al linguaggio cinematografico. Il cinema è un mezzo di comunicazione non solo immediato, ma anche completo vista la sua naturale capacità di unire diverse forme di linguaggio e forme di racconto che tutte insieme rendono magica la trasmissione di un messaggio positivo e di crescita. Oltre questo la realizzazione di un evento o una produzione cinematografica o audiovisiva aggrega con maggiore facilità persone di età differenti e di estrazione sociale differenti contribuendo in modo significativo all’unione di intere comunità”.

Come nasce il cortometraggio?

“Nasce da un’idea della regista Sara De Martino che congiuntamente allo sceneggiatore Aroon Ariotti hanno dato vita ad una sceneggiatura tanto compressa quanto imponente nel messaggio, nello stile e nella capacità di creare emozioni equilibrate tra gioia e drama. Con l’inizio della collaborazione tra la società di produzione e i due autori sono state poi implementate solo alcune scene che a modo di vedere di tutti hanno definitivamente fatto esplodere una piccola opera in grado di comunicare con efficacia tutta la necessità di integrazione tra uomini e donne provenienti da diversi continenti”.

“Compagni di Viaggio” è la storia di un ragazzo africano costretto a dover convivere con il costante pregiudizio di essere una persona fuori posto o fuori legge esclusivamente a causa della sua incolpevole e legittima situazione di extracomunitario ospite in un Paese non natio. L’incontro con un capostazione durante un viaggio in treno gli ricorderà che l’amore per i propri cari e la propria terra gli saranno da supporto contro ogni discriminazione ed ingiustizia. Questo però non è sufficiente e il messaggio di sensibilizzazione che vogliamo trasmettere dovrebbe servire proprio a far cessare queste discriminazioni.

Perché avete partecipato al bando? Averlo vinto che cosa ha significato e portato?

“Abbiamo partecipato al bando poiché era perfetto per le tematiche che chiedevano di sviluppare Apulia Film Commission e Fondazione con Il SUD. La storia di Compagni di Viaggio racconta proprio una storia di sofferenza ma allo stesso tempo di amore, amore universale per la propria famiglia e terra che dovrebbe ricordare a tutti noi che siamo tutti uguali, che i sentimenti positivi non hanno colori differenti rispetto a quello della propria pelle e che quindi l’integrazione fa parte della nostra naturale propensione di creare connessioni e non distanze. Averlo vinto ha portato non solo il supporto economico necessario a realizzarlo e poi distribuirlo, ma anche l’entusiasmo necessario per coinvolgere tutti i professionisti necessari alla realizzazione dell’opera nel migliore dei modi”.

Secondo voi il cortometraggio è riuscito (nel suo intento) di sensibilizzare il pubblico?

“Noi speriamo di si, durante alcune proiezioni abbiamo percepito l’emozione anche dello spettatore creato da un finale a sorpresa e dalla musica che accompagna gli ultimi fotogrammi prima dei titoli di coda. Ci sentiamo soddisfatti ma come sempre nel settore cinematografico è sempre il pubblico e la critica che hanno l’ultima parola”.

Progetti futuri per il cortometraggio che ha vinto il bando e in generale?

“Il cortometraggio deve continuare la sua distribuzione nonostante le già belle e soddisfacenti selezioni nei festival italiani ed internazionali. Sappiamo che un mercato solido e capillare del cortometraggio ancora non esiste ma non è escluso che alla fine il cortometraggio finisca anche in disponibilità di piattaforme e canali TV. Nel futuro prevediamo di continuare a lavorare nel coinvolgimento del nostro territorio alla produzione di opere cinematografiche ed audiovisive e non solo ristrette al format del cortometraggio”.

(ITALPRESS).