Si aggrava il bilancio delle vittime a Ceuta, recuperati i corpi di almeno 67 persone. 22 stati Ue chiedono una riunione urgente

MADRID (SPAGNA) (ITALPRESS) – Si aggrava il bilancio delle vittime a Ceuta, annegate in mare nel tentativo di raggiungere il territorio spagnolo: sono stati recuperati i corpi di almeno 67 persone, ma le operazioni proseguono mentre il governo spagnolo ha avviato l’installazione di barriere di contenimento sulla diga frangiflutti di Tarajal. Nella giornata di ieri, oltre 48.000 persone sono rientrate in Marocco.

SANCHEZ CHIEDE RIUNIONE MINISTRI INTERNO UE

Il Primo Ministro spagnolo Pedro Sanchez ha inviato una lettera a Bruxelles esprimendo il suo disappunto per l’atteggiamento di alcuni Paesi riguardo alla crisi di Ceuta, chiedendo una riunione dei ministri degli Interni dell’UE. “Scrivo per esprimere la mia profonda preoccupazione per la recente reazione di alcuni governi europei in seguito a quanto accaduto al confine esterno dell’Unione europea a Ceuta”. Dopo aver spiegato gli eventi delle ultime ore, Sanchez afferma che la reazione dei governi è stata “piuttosto discontinua”. “La maggior parte ci ha mostrato il proprio sostegno e la propria solidarietà, offrendo il proprio aiuto. Altri, invece, hanno scelto di attaccare la Spagna e di chiederne l’esclusione temporanea dall’area Schengen”. Sanchez sostiene che questo atteggiamento, “motivato da pregiudizi, notizie false, ignoranza o interessi politici”, non sia solo “contrario al diritto europeo, al diritto umanitario e ai principi di solidarietà che ci uniscono, ma anche agli interessi a lungo termine dell’Europa e al buon senso più elementare, dato che Ceuta non fa parte dell’area Schengen e non ci sono praticamente più migranti irregolari da rimpatriare”.

22 STATI UE CHIEDONO RIUNIONE “SERVE RISPOSTA COORDINATA”

La presidenza irlandese del Consiglio dell’Unione europea convochi urgentemente una videoconferenza straordinaria dei Ministri dell’interno per “una valutazione congiunta della situazione e la definizione di una risposta europea coordinata”, in relazione ai “recenti sviluppi alla frontiera esterna dell’Unione europea a Ceuta” e alla necessità di “prevenire attraversamenti irregolari incontrollati, contrastare le reti di traffico di migranti, eliminare “ogni fattore che possa incentivare nuovi ingressi illegali” e “garantire una risposta europea unitaria ed efficace”. È quanto si legge in una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio europeo, António Costa, alla Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e al Presidente di turno del Consiglio dell’Unione europea, Micheßl Martin, promossa da Italia e Danimarca e sottoscritta da 22 Capi di Stato e di Governo europei.

MELONI “URGENTE RISPOSTA UE, SERVE AZIONE COMUNE”

“Le immagini arrivate da Ceuta hanno dimostrato ancora una volta quanto sia urgente una risposta europea all’immigrazione clandestina. Per questo l’Italia ha promosso, insieme alla Danimarca, una lettera sottoscritta da 22 Stati membri dell’Unione europea, che chiede un’azione comune per rafforzare le frontiere esterne, contrastare l’immigrazione irregolare, combattere i trafficanti di esseri umani, rendere più efficaci i rimpatri ed eliminare ogni fattore che possa incentivare nuovi ingressi illegali”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sui social. “È un segnale importante: la linea che l’Italia sostiene da tempo è oggi condivisa da un numero sempre maggiore di Nazioni europee. La difesa delle frontiere esterne dell’Unione non è l’interesse di una singola Nazione. È una responsabilità comune dell’Europa”, conclude.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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