ROMA (ITALPRESS) – “Sono due i punti” da chiarire: “il primo è la modalità esecutiva dell’attentato e il secondo è il movente. Quindi non si tratta di ritrattare o di dire cose diverse, si tratta semplicemente di puntualizzare e offrire un’interpretazione autentica di ciò che è già stato riferito. Questo è possibile perché in sede di esami è possibile rendere dichiarazioni spontanee. C’è stato un incontro il 7 settembre, nel corso del quale probabilmente Lavitola avvisò il dottor Ranucci dei pericoli che correva in ragione di possibili attentati, questo quindi un mese e mezzo prima dell’attentato medesimo”. Così il difensore di Valter Lavitola, Arturo Cola, prima di incontrare il suo assistito nel carcere di Rebibbia, a Roma.
– Foto di repertorio Ipa Agency –
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