CANNES (FRANCIA) (ITALPRESS) – L’ouverture guidata ieri sera con carattere e eleganza da Eye Haïdara ha lasciato una bella traccia sulla Croisette: Cannes 79 si è proposto come un Festival deciso a attraversare i tempi difficili che viviamo senza perdere le prerogative che appartengono al cinema e all’arte. La prudenza non è cosa adatta a chi fa cinema, ha detto senza mezzi termini l’attrice dal palco del Palais, alludendo alla necessità per la kermesse di farsi carico di un impegno sociale e politico che i tempi richiedono. Siamo da un’altra parte, insomma, rispetto a come erano andate le cose all’inizio della scorsa Berlinale, con Wenders che improvvidamente metteva le mani avanti rispetto all’impegno politico degli artisti. Anche se non in questo senso, la prudenza non è certo, del resto, una qualità di Peter Jackson, il grande regista neozelandese che sulla linea di una fantasia visionaria ed estrema ha costruito quella carriera celebrata ieri nella serata d’apertura con l’assegnazione della prima Palma d’Oro d’Onore di Cannes 79. Autore di capolavori come la saga del “Signore degli Anelli” e “Lo Hobbit” ma anche “Amabili resti”, “Sospesi nel tempo” e “Forgotten Silver”, Peter Jackson ha ricevuto dalle mani di Elijah Wood che ha interpretato per lui Frodo, una Palma d’Onore che ha definito “inattesa e quasi miracolosa”, ripercorrendo le tappe della sua presenza sulla Croisette.
Ma va detto che i giochi del festival si sono aperti davvero quando sullo schermo del Palais si è acceso il film d’apertura di Cannes 79, “La Vénus électrique” di Pierre Salvadori, commedia sentimentale ambientata in una Parigi début de siècle dove la magia delle fiere popolari e l’arte delle gallerie del centro si intrecciano per salvare un pittore dalle pene d’amore che paralizzano la sua creatività. C’è infatti Antoine che non dipinge più da quando sua moglie Suzanne è morta, lasciandolo senza quella che era a tutti gli effetti la sua musa. A salvarlo, in qualche modo, sarà l’incontro con Irène, che si esibisce in una fiera di periferia come la “Venere elettrificata”, elargendo per pochi centesimi baci con la scossa elettrica. Non è l’elettricità però a fare bene ad Antoine, ma l’inganno nel quale cade quando crede che Irène sia una medium in grado di metterlo in contatto con Suzanne: qualche parola messa lì con astuzia e la fortuna di aver scoperto i diari segreti della defunta consorte, permettono alla ragazza di illudere il pittore e rimetterlo in condizione di dipingere. La qual cosa sta peraltro bene anche al suo gallersita, che approfitta di quell’inganno di cui è ben consapevole per annunciare il ritorno sulla scena parigina del suo pittore. Il film è una bella metafora sul rapporto tra suggestione e immedesimazione nel gioco perenne dei sentimenti, costruita con generosità e sincerità da Pierre Salvadori, basandosi anche su un cast di attori francesi che lavorano in perfetta sintonia: Anaïs Demoustier è Suzanne, Gilles Lellouche il gallerista, Vimala Pons Irène e Pio Marmaï il pittore innamorato.
Dall’altra parte della Croisette si apre questa sera invece la prestigiosissima Quinzaine des Cinèastes: la sezione parallela che ha contribuito non poco a fare la storia del Festival di Cannes inaugura infatti questa sera la sua selezione con “Butterfly Jam”, il nuovo film del giovane ma già apprezzatissimo regista russo Kantemir Balagov. Si tratta di una storia familiare ambientata nel cuore della comunità dei Circassi che vive nel New Jersey, con Barry Keoghan nel ruolo di un padre cuoco alle prese con i sogni e le attese del figlio campione di wrestling. Il film si annuncia come un progetto intimo ma anche segnato dal confronto con la cultura americana e lo spirito di quella popolazione del Caucaso cui Balagov appartiene. Autore di opere amatissime dalla critica come “Tesnota” e soprattutto “La ragazza d’autunno”, Balagov ha dovuto ambientare il film nel New Jersey dal momento che ha lasciato la Russia allo scoppio della guerra con Kiev. Motivo ulteriore di inetersse per il film è la pur fugace presenza nel cast di Monica Bellucci, attrice sempre più sensibile ai ruoli che lasciano il segno nelle opere d’autore.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).









