Basilicata, Cicala “Fondi e visione per una risorsa strategica come la diga di Monte Cotugno”

POTENZA (ITALPRESS) – “Monte Cotugno non è soltanto una diga: è una infrastruttura strategica che riguarda ogni cittadino lucano. È l’acqua potabile che arriva nelle case, è sicurezza per i territori, è lavoro e sviluppo per l’intera Basilicata”. Lo ha dichiarato l’Assessore regionale alle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Carmine Cicala, intervenendo a Senise all’evento “Epopea Monte Cotugno – Restituzione”, promosso dall’Associazione Sviluppo Storico Ambientale (A.S.S.A.) in occasione dei quarant’anni dalla costruzione della diga. “Quando parliamo di Monte Cotugno – ha sottolineato Cicala – parliamo di una risorsa che serve tutti i lucani, non solo chi lavora nei campi. Parliamo di un sistema che ogni mese garantisce tra i 10 e i 12 milioni di metri cubi di acqua potabile destinata alle comunità lucane e pugliesi e che consente l’irrigazione di circa 20.000 ettari di colture, sostenendo reddito, occupazione e continuità produttiva in aree decisive come il Metapontino e la Valle del Sinni. È un presidio sociale e territoriale: significa opportunità economiche, significa coesione, significa possibilità concreta per i giovani di restare e costruire futuro in Basilicata”.

Nel corso dell’intervento, l’assessore ha richiamato l’azione messa in campo dal Dipartimento Politiche Agricole sul sistema idrico regionale, con particolare attenzione a Monte Cotugno, evidenziando investimenti per 6,5 milioni di euro, recuperati dal Programma di Sviluppo Rurale 2014-2022 e reinvestiti in opere strutturali e funzionali. “Erano risorse che rischiavamo di perdere – ha spiegato – e che invece sono diventate cantieri e interventi concreti, con effetti positivi per l’intera comunità regionale”. In questo quadro rientrano, tra gli altri, 4 milioni di euro destinati al rifacimento del manto della diga, un intervento che consentirà di aumentare la capacità di invaso di circa 100 milioni di metri cubi, con completamento previsto entro giugno 2026. A questi si aggiungono 500 mila euro per l’impianto di sollevamento di Monte Cotugno, 700 mila euro per la rifunzionalizzazione della traversa del fiume Agri, 800 mila euro per il tripartitore di Acerenza e ulteriori 500 mila euro per le prese irrigue delle dighe Saetta e Conza.

Cicala ha inoltre aggiornato i presenti sulla situazione attuale dell’invaso, ricordando che “al 3 gennaio 2026 Monte Cotugno contiene circa 47 milioni di metri cubi, a fronte di una capacità autorizzata di 280 milioni. La condizione resta complessa, ma rispetto ai mesi precedenti si registra un lieve miglioramento”. Un quadro che, secondo l’assessore, va letto nel contesto della crisi climatica: “Due anni fa, nello stesso periodo, i volumi erano pari a 157 milioni di metri cubi. È un dato che descrive chiaramente quanto la sfida sia strutturale. Proprio per questo stiamo agendo con determinazione, con investimenti e con una visione di medio-lungo periodo”. Guardando al futuro, Cicala ha indicato la necessità di completare nei tempi previsti gli interventi già avviati e di aggiornare gli strumenti di governo della risorsa idrica, a partire dalla revisione dell’intesa con la Puglia del 1999, per renderla più equa e più aderente alle nuove condizioni climatiche. In parallelo, ha ribadito l’impegno a sostenere innovazione e riduzione dei consumi in agricoltura, puntando su agricoltura di precisione, digitalizzazione e misure che rendano più efficiente l’uso dell’acqua.

“Monte Cotugno può diventare un volano di sviluppo integrato – ha aggiunto Cicala – capace di unire produzione agricola, qualità, turismo rurale ed enogastronomia. L’acqua non serve solo a produrre, ma può aiutare a valorizzare e raccontare i nostri territori e le nostre eccellenze, anche attraverso gli strumenti del Complemento di Sviluppo Rurale 2023-2027″. “Monte Cotugno è patrimonio di tutti i lucani – ha concluso l’assessore – di ogni famiglia che apre il rubinetto e trova l’acqua, di ogni lavoratore che ha un’occupazione legata a questa risorsa, di ogni comunità che chiede certezze e prospettive. Quarant’anni fa costruire questa diga fu un’epopea; oggi la sfida è renderla ancora più forte e più utile al futuro della Basilicata, con responsabilità, innovazione e investimenti concreti. È una sfida che riguarda tutti e che possiamo vincere insieme”. L’evento ha visto la partecipazione di cittadini, amministratori locali e associazioni del territorio e ha rappresentato un momento di restituzione della memoria storica alla comunità, attraverso la presentazione di un catalogo fotografico dedicato ai quarant’anni della diga di Senise.

– foto di repertorio ufficio stampa Regione Basilicata –

(ITALPRESS).

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