UDINE (ITALPRESS) – “Il parere favorevole del Consiglio delle Autonomie locali consente ora di adottare in via definitiva la delibera della Giunta regionale con cui programmiamo le risorse del Fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità destinate al Friuli Venezia Giulia per il 2025. Si tratta di un passaggio importante che rafforza il nostro impegno verso progetti innovativi a favore delle persone con disturbi del neurosviluppo e dello spettro autistico, puntando su percorsi di autonomia e qualità della vita”. Lo ha affermato l’assessore regionale alla Salute e disabilità Riccardo Riccardi, commentando il via libera espresso oggi dal Consiglio delle Autonomie locali alla programmazione regionale delle risorse nazionali del Fondo per l’inclusione.
Il riparto nazionale assegna al Friuli Venezia Giulia 680mila euro, che saranno suddivisi in parti uguali tra le tre Aziende sanitarie regionali: Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina (Asugi), Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale (Asufc) e Azienda sanitaria Friuli Occidentale (Asfo). Ciascuna azienda riceverà circa 227mila euro e affiderà la gestione e realizzazione delle attività a soggetti del terzo settore o del privato sociale per proseguire progettualità già sperimentate con successo.
“Il cuore della progettualità – ha spiegato Riccardi – è rappresentato dalle cosiddette palestre abitative, un modello che supera una visione esclusivamente assistenzialistica e promuove invece percorsi personalizzati di autonomia. L’obiettivo è consentire alle persone con disabilità, comprese quelle con forme più complesse dello spettro autistico, di sperimentare concretamente l’abitare, sviluppando capacità e relazioni all’interno di contesti di vita il più possibile inclusivi”.
Il progetto sperimentale, della durata di 12 mesi, si ispira ai principi della legge sul “Dopo di noi” e introduce formule di co-housing temporaneo e abitare collaborativo, costruite attraverso la collaborazione tra sistema sanitario, servizi sociali dei Comuni, terzo settore e famiglie.
Le unità abitative sono organizzate in modo da garantire un adeguato supporto educativo e assistenziale, con una presenza di operatori calibrata sui bisogni degli ospiti, e sono collocate prevalentemente in contesti urbani centrali per favorire l’integrazione con la vita della comunità.
“Con questo intervento – ha commentato ancora Riccardi – rafforziamo un modello che mette al centro la persona e la sua possibilità di vivere pienamente la dimensione dell’abitare, non come semplice permanenza in una struttura ma come esperienza di relazione, autonomia e partecipazione alla comunità. È una direzione che vogliamo continuare a sostenere insieme alle famiglie, al terzo settore e ai servizi del territorio”.
-Foto Regione Friuli Venezia Giulia-
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