ANCELOTTI RINGRAZIA SARRI “SUO LAVORO FONDAMENTALE”

“La possibilità di tornare a parlare italiano è una delle cose che più mi ha convinto ad accettare la proposta del Napoli. Dal punto di vista tecnico, parlare in inglese non crea nessun problema, ma dal punto di vista emotivo e psicologico parlare la propria lingua è tutta un’altra cosa. Al Napoli internazionale di oggi, la lingua ufficiale che si parla è l’italiano”. Carlo Ancelotti, in un’intervista che DAZN trasmetterà alle 15, racconta la scelta fatta in estate quando, davanti alla proposta di De Laurentiis, non ha saputo dire no tornando così a lavorare in serie A dopo un lungo girovagare all’estero fra Premier, Ligue 1, Liga e Bundesliga. “Io e il presidente ci sentivamo ogni tanto da anni, ci eravamo già sentiti quando tentai di portare Cavani al Psg senza successo – continua il tecnico di Reggiolo – Quest’estate abbiamo fatto anche le vacanze insieme. Lui è un presidente che è diventato appassionato col tempo: adesso segue tutto, si informa su tutto, ma sa delegare. E’ una persona molto schietta, molto sincera, molto divertente”.

Il Napoli è in piena corsa in Champions nonostante un girone di ferro e secondo in campionato, merito di Ancelotti ma anche di chi lo ha preceduto. “Il terreno non era solo ben arato, c’era già un’erba rigogliosa: il lavoro che ha fatto Sarri è stato di fondamentale importanza”, riconosce Ancelotti, che però non ha titolarissimi. Qualcuno, vedi Mertens, si è anche arrabbiato per non aver giocato dall’inizio, “ma sono cose normali: se non se la fosse presa, sarebbe stato peggio”. Fra i meriti di Ancelotti anche quello di aver convinto Hamsik a rimanere. “Sapevo che aveva avuto quest’offerta per andare via, allora gli ho spiegato che per me era un giocatore importante e che mi avrebbe fatto piacere se fosse rimasto. Gli ho anticipato che avrei volute cambiargli ruolo: forse è proprio questo che lo ha convinto a rimanere perché voleva provare qualcosa di nuovo”.