America Week – Episodio 65
NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) - C’è un’immagine che forse racconta meglio di tutte il momento politico di Donald Trump: il presidente americano che posta messaggi furiosi nel cuore della notte, alternando minacce all’Iran, attacchi al Papa, foto generate con l’intelligenza artificiale dove appare come un supereroe muscoloso, mentre a Washington i suoi uomini si contraddicono sulla guerra, le tariffe e persino sugli scandali che continuano a inseguirlo.
Trump appare sempre più nervoso, sotto pressione, quasi in panico. I sondaggi continuano a scendere, le elezioni di midterm di novembre si avvicinano e la guerra nel Golfo Persico sembra diventare una sabbia mobile che trascina Trump sempre più in basso. Nel giro di quarantotto ore, il Segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato davanti ai giornalisti che “Operation Epic Fury” contro l’Iran era praticamente conclusa e che gli Stati Uniti erano entrati in una nuova fase umanitaria chiamata “Project Freedom”. Tre ore dopo, Trump ha rimesso tutto in discussione annunciando nuovi bombardamenti se Teheran non accetterà rapidamente un accordo.
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