ROMA (ITALPRESS) – “Le distorsioni della giustizia finiscono tutte nel carcere” e “la sicurezza del cittadino va difesa anche correggendo queste distorsioni. La tolleranza zero deve essere contro i reati, non contro la dignità delle persone”. Lo afferma Gianni Alemanno, parlando con i giornalisti dopo essere uscito dal carcere di Rebibbia, dove ha scontato 1 anno, 5 mesi e 24 giorni di pena per la condanna nell’ambito del processo sull’inchiesta “Mondo di mezzo”. “Ne parlerò con il ministro Nordio, c’è qualcosa di profondamente sbagliato nel sistema”, ha aggiunto l’ex sindaco di Roma, che a una domanda sul Governo Meloni ha risposto: “Sul sovraffollamento delle carceri non ha fatto niente. Non c’è un solo posto in più”.
NORDIO “LIETO DI ASCOLTARE ALEMANNO”
“Da quando sono Ministro ho visitato gran parte delle carceri italiane e conoscevo la loro condizione, avendole frequentate da 40 anni come Pubblico ministero. Quando sono entrato in magistratura, negli anni ’70, vi erano proteste almeno una volta l’anno per le condizioni di sovraffollamento e di igiene. Una situazione sedimentatasi nei decenni è difficile poterla risolvere in termini concreti”. Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in risposta alle dichiarazioni di Alemanno all’uscita dal carcere. “Quanto prima sarò lieto di ascoltare Gianni Alemanno, così come ho ascoltato i rappresentanti della Polizia penitenziaria e delle famiglie delle vittime. Non conosco suggerimenti, in merito, del Generale Vannacci e non so se sia favorevole ad una sorta di amnistia – aggiunge -. Personalmente credo che garantismo significhi enfatizzare la presunzione di innocenza e, quindi, ridurre la carcerazione preventiva e assicurare la certezza della pena irrogata dalla magistratura dopo un giusto processo”.
– Foto di repertorio Ipa Agency –
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