STRESA (ITALPRESS) – Si è svolto presso l’Hotel Regina Palace di Stresa il convegno “Oltre i confini: la sanità nel mondo a confronto per le sfide del futuro”, promosso nell’ambito della 63a Assemblea Generale di AIOP (Associazione Italiana delle aziende sanitarie ospedaliere e territoriali e delle aziende socio-sanitarie residenziali e territoriali di diritto privato).
“L’evento – si legge in una nota di AIOP Giovani – ha rappresentato un importante momento di confronto internazionale sui temi centrali per il futuro dei sistemi sanitari e delle organizzazioni del comparto healthcare, riunendo esponenti del mondo istituzionale, accademico e industriale provenienti da diversi Paesi. Nel corso della giornata sono stati analizzati modelli sanitari internazionali e approcci organizzativi innovativi, con particolare attenzione alle strategie necessarie per affrontare le profonde trasformazioni che interessano il settore. Al centro del dibattito i temi della sostenibilità, dell’innovazione tecnologica, dell’accesso alle cure e dell’integrazione tra pubblico e privato.
Ad aprire il confronto è stata Gaia Garofalo, Presidente Nazionale di AIOP Giovani. “Il messaggio emerso dal confronto internazionale è chiaro: la sostenibilità dei sistemi sanitari non si difende con contrapposizioni ideologiche, ma integrando pubblico, privato e innovazione attorno al valore per il paziente. L’Italia parte da una posizione di eccellenza, ma senza riforme strutturali rischia di trasformare un primato mondiale in una fragilità sociale. Il vero rischio non è cambiare il sistema sanitario, ma lasciarlo fermo mentre il mondo accelera”, ha affermato.
“La storia della medicina è quella dei suoi strumenti. Il suo futuro sarà tecnologico e dipenderà dai dati derivanti dal trattamento delle informazioni – ha dichiarato
Paul Garassus, Presidente Onorario della European Union of Private Hospitals (UEHP) -. Numerose iniziative risultano già promettenti, ma è necessario rafforzare la cooperazione tra tutti gli attori del sistema salute. Il settore privato si conferma innovativo e dotato di capacità di investimento; diventa quindi essenziale instaurare un rapporto di fiducia stabile con il regolatore per consentire un impegno di lungo periodo”.
Per Davide Lipodio, Partner, Healthcare Sector Leader di Deloitte, “i sistemi sanitari di tutto il mondo sono sottoposti a pressioni senza precedenti. Garantire qualità, equità e sostenibilità è una sfida che non esclude nessun paese e investe tutti i continenti. Nel contesto internazionale, il nostro paese si presenta Un sistema ad alta capacità produttiva, con competenze uniche ma profondamente fragile nelle sue fondamenta di accesso alle cure e sostenibilità per le nuove generazioni in assenza di interventi strutturali. Alzare lo sguardo e osservare il mondo può aiutarci a trovare soluzioni concrete”.
“L’analisi comparata dei principali sistemi sanitari europei, sviluppata dal centro HEAD di UNIMI con il supporto e contributo di AIOP, ha messo in evidenza come vi siano pratiche nella gestione del rapporto pubblico-privato che potrebbero essere di grande interesse per l’Italia – ha spiegato Federico Lega Professore Ordinario di Economia, Politica e Management Sanitario, Università degli Studi di Milano -. Da contratti di fornitura pluriennali alla sperimentazione di sistemi di finanziamento value-based”. Inoltre, ha evidenziato come “il privato accreditato nel SSN possa essere un punto di riferimento nell’innovazione e tale ruolo possa riflettersi ed essere valorizzato nella definizione dei contenuti delle relazioni istituzionali e contrattuali”.
Danny Havenith, Presidente della European Health Public Procurement Alliance (EHPPA), ha dichiarato: “Il Belgio dimostra che il solo accesso alle cure non è più sufficiente. L’aumento dei costi, la pressione sulla forza lavoro e la persistente variabilità degli esiti ci impongono di riformare i sistemi ospedalieri orientandoli al valore, e non ai volumi. La Value-Based Healthcare non è uno slogan: significa misurare ciò che conta davvero per i pazienti e allineare di conseguenza procurement, finanziamento e governance”.
Il caso del Belgio è particolarmente rilevante perchè mostra come un sistema sanitario con una forte riduzione del ruolo del privato for profit si trovi oggi ad affrontare sfide significative in termini di sostenibilità ed efficienza. L’elevata spesa sanitaria, superiore alla media OCSE, si accompagna infatti a risultati non sempre proporzionati agli investimenti, rendendo attuale il dibattito su possibili riforme orientate a una maggiore attenzione agli outcome, alla qualità delle cure e all’efficienza complessiva del sistema.
Tolga Birgùl, membro della Associazione Turca degli Ospedali Privati e delle Strutture Sanitarie (OHSAD), ha spiegato che “il sistema sanitario della Turchia ha attraversato una trasformazione significativa negli ultimi due decenni, diventando più accessibile, integrato e coordinato a livello istituzionale. Sotto la guida del Ministero della Salute e con il sostegno del Programma di Trasformazione Sanitaria, la Turchia ha ampliato la disponibilità dei servizi, rafforzato la copertura della sicurezza sociale attraverso la SGK (Social Security Institution) e sviluppato un modello di erogazione dell’assistenza sanitaria articolato su tre livelli: assistenza primaria, secondaria e terziaria. In questo contesto, il settore sanitario privato è diventato un pilastro complementare essenziale del sistema sanitario nazionale. Gli ospedali privati e le istituzioni sanitarie private contribuiscono in modo significativo alla capacità di erogazione dei servizi, alla libertà di scelta dei pazienti, alle procedure mediche avanzate e alla competitività internazionale”.
“L’Australia utilizza la capacità del settore privato per preservare l’accesso universale alle cure e ridurre la pressione sugli ospedali pubblici – ha detto Chris Watney, CEO della International Federation of Health Plans (IFHP) -. In questo modo, il settore pubblico beneficia di una riduzione della pressione sugli interventi chirurgici programmati, di una maggiore capacità infrastrutturale, di un accesso più rapido dei pazienti alle cure e di una maggiore flessibilità nella gestione della forza lavoro. Gli ospedali privati fanno parte a pieno titolo dell’infrastruttura sanitaria nazionale e non sono semplicemente considerati come fornitori indipendenti ed esterni al sistema. A riprova di ciò, il settore pubblico sta aumentando il ricorso all’acquisto di prestazioni dai soggetti privati”.
Il sistema sanitario australiano è universalmente considerato tra i più efficaci al mondo in termini di efficienza, accessibilità e sostenibilità. L’integrazione tra pubblico e privato rappresenta uno degli elementi distintivi di questo modello, dimostrando come la collaborazione con il privato accreditato possa contribuire a rafforzare l’universalità del sistema sanitario, migliorare la qualità delle cure e garantire una maggiore sostenibilità nel lungo periodo.
Il convegno ha rappresentato “un significativo momento di crescita, networking e condivisione di esperienze internazionali, contribuendo a rafforzare il dialogo tra istituzioni, imprese e professionisti della sanità, con l’obiettivo di costruire una visione comune sulle sfide che attendono il settore nei prossimi anni”.
– Foto ufficio stampa AIOP Giovani –
(ITALPRESS).









