BOLOGNA (ITALPRESS) – Street food biologico, degustazioni, incontri con esperti e produttori, attività divulgative e momenti di confronto: due giorni per raccontare il biologico dell’Emilia-Romagna, valorizzarne le migliori esperienze e riflettere sulle prospettive di un comparto sempre più strategico per il futuro dell’agricoltura regionale.
Sabato 29 e domenica 30 agosto, al Parco della Rocca Rangoni di Spilamberto (Mo), debutta “È-Bio, l’Emilia che coltiva il futuro”, la prima edizione del Festival dei distretti biologici dell’Emilia-Romagna, organizzato dal Distretto biologico Valli del Panaro e Appennino modenese, con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Spilamberto.
La manifestazione riunirà espositori e produttori del territorio con l’obiettivo di far conoscere le produzioni biologiche e, allo stesso tempo, approfondire il contributo di questo modello agricolo alla tutela della biodiversità, alla qualità del paesaggio e allo sviluppo delle aree rurali, con particolare attenzione ai territori collinari, montani e interni. Un’impostazione in linea con le politiche regionali che puntano a rafforzare le filiere biologiche e le reti tra imprese e territori, con gli obiettivi della strategia europea “Farm to Fork” e del Complemento di programmazione per lo Sviluppo rurale (CoPSR) 2023-2027.
Un settore che in Emilia-Romagna conta 5.396 aziende agricole certificate e oltre il 18% della superficie agricola utile coltivata con metodo biologico, secondo gli ultimi dati consolidati al 31 dicembre 2025. Nell’ambito del CoPSR 2023-2027, l’intervento dedicato all’agricoltura biologica dispone di oltre 141 milioni di euro: più di 135 milioni sono già stati impegnati e oltre 4.600 aziende beneficiano del sostegno regionale, per una superficie di circa 147mila ettari. Nel quarto trimestre del 2026 è inoltre prevista l’apertura di un nuovo bando da 6 milioni di euro.
A questo sistema si affiancano i sei distretti biologici riconosciuti dalla Regione, nati per mettere in rete imprese agricole, filiere, istituzioni e territori. Per sostenerne le attività di informazione, formazione e promozione, nel 2026 la Regione ha messo a disposizione 200mila euro.
Tra gli appuntamenti principali della prima edizione del Festival, sabato alle ore 17, l’incontro “Il futuro è biologico? Stato e prospettive dell’agricoltura in Italia e in Emilia-Romagna”, a cui parteciperà l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi.
“Il biologico è una scelta strategica per l’agricoltura dell’Emilia-Romagna– afferma l’assessore Mammi-. Significa qualità delle produzioni, tutela dell’ambiente e della biodiversità, ma anche imprese più forti e un presidio fondamentale per le aree rurali e montane. È un settore nel quale migliaia di aziende della nostra regione hanno investito e continuano a investire e che, come Regione, abbiamo scelto di accompagnare con risorse importanti e una programmazione di lungo periodo. Questo primo Festival ha un valore particolare perché mette insieme produttori, cittadine e cittadini, istituzioni e comunità e permette di raccontare il biologico per ciò che è: non solo un metodo di produzione, ma un modello capace di creare valore per le imprese e per i territori. È la stessa logica che abbiamo voluto sostenere con la legge regionale sui distretti biologici: costruire reti capaci di valorizzare non soltanto le produzioni, ma un intero territorio, la sua identità e le sue competenze. Vogliamo continuare a rafforzare questo sistema- conclude Mammi-, sostenendo le imprese, le filiere e la capacità dei territori di lavorare insieme, perché la sostenibilità ambientale possa andare di pari passo con quella economica e sociale dell’agricoltura”.
-Foto Regione Emilia Romagna-
(ITALPRESS).









