A Bologna l’insediamento del Tavolo tecnico avicolo regionale

BOLOGNA (ITALPRESS) – Accompagnare lo sviluppo del settore avicolo dell’Emilia-Romagna e affrontarne in modo condiviso le principali sfide normative e ambientali. È questo l’obiettivo del Tavolo tecnico avicolo regionale, insediatosi in Regione, a Bologna, alla presenza dell’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, composto da funzionari dell’amministrazione regionale, esponenti della Consulta agricola regionale e rappresentanti delle associazioni di settore (Assoavi, UnaItalia).

Istituito ufficialmente nel 2025, dopo un percorso di confronto avviato nel 2021, il Tavolo è una sede strutturata di dialogo tra amministrazione, mondo produttivo e rappresentanze agricole, chiamato a valutare in modo condiviso gli approcci normativi e a costruire soluzioni operative su temi complessi che riguardano il governo del territorio, la tutela ambientale, la sanità animale e la sostenibilità delle produzioni.

“Il Tavolo tecnico avicolo è uno strumento fondamentale di programmazione e di confronto istituzionale – afferma l’assessore Mammi-, che consente alla Regione di costruire le proprie politiche insieme al mondo produttivo, alle rappresentanze agricole e agli enti tecnici. È in questa sede che affrontiamo in modo condiviso le grandi sfide del settore: dalla sostenibilità ambientale al benessere animale, dalla biosicurezza al governo del territorio. Il lavoro del Tavolo ci permette di coniugare sviluppo economico, tutela dell’ambiente e qualità delle produzioni, rafforzando la competitività dell’avicoltura regionale e costruendo una prospettiva solida per il futuro del settore”.

“Il comparto avicolo rappresenta uno dei pilastri dell’agricoltura dell’Emilia-Romagna- prosegue l’assessore-, con un sistema imprenditoriale che garantisce occupazione, valore economico e presidio del territorio, in particolare nelle aree rurali e della Romagna. La Regione, anche attraverso il lavoro di questo tavolo che coinvolge le competenze di diversi assessorati, vuole accompagnare gli avicoltori regionali in questa fase di trasformazione profonda, sostenendo la transizione verso modelli di allevamento sempre più sostenibili, innovativi e coerenti con le aspettative delle e dei consumatori”.

Nel corso della seduta sono stati affrontati diversi temi, fra cui l’impatto che il virus dell’aviaria ha sulle produzioni, e la conseguente necessità di individuare aree di investimento meno interessate da tale problematica, così come la possibilità di valorizzare aree rurali della Regione, partendo dalla riconversione di allevamenti dismessi. Con 669 allevamenti e circa 23 milioni di capi allevati, l’Emilia-Romagna si conferma la terza regione d’Italia per produzione avicola, concentrando sul proprio territorio circa il 10% degli allevamenti e il 15% dei capi a livello nazionale.

Nel dettaglio, circa 8 milioni di capi sono costituiti da polli da carne, 11 milioni da galline ovaiole, 1,7 milioni da riproduttori e 2,3 milioni appartengono ad altre tipologie di pollame da carne. Dal punto di vista economico, nel 2024 il settore ha inciso per il 20% sulla produzione lorda vendibile zootecnica regionale e per il 10% sulla produzione lorda vendibile agricola complessiva, per un valore stimato di circa 600 milioni di euro. Sul fronte produttivo, la transizione verso i cosiddetti “allevamenti alternativi” – all’aperto, a terra e biologici – procede con un trend positivo, in questo la Regione Emilia-Romagna, attraverso il proprio Psp (CoPSR), ha attivato interventi mirati ad accompagnare la transizione verso modelli di allevamento più sostenibili sotto il profilo ambientale e del benessere animale, che hanno riscosso un grande apprezzamento fra i produttori.

– Foto Regione Emilia Romagna –
(ITALPRESS).

 

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